Petrolio in salita, cauto ottimismo prima del vertice OPEC-non OPEC

Petrolio in salita, cauto ottimismo prima del vertice OPEC-non OPEC

Domani a Vienna si incontreranno i maggiori produttori mondiali di greggio. L'OPEC spera che i Paesi non OPEC taglino la produzione di 600.000 barili.

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I futures sul petrolio hanno chiuso oggi per la seconda seduta di fila in rialzo. Sul mercato sussiste un cauto ottimismo sulla riunione che si terrà domani tra i maggiori produttori mondiali di greggio per perfezionare l’accordo stretto lo scorso mese volto frenare la produzione a livello globale.

Il future sul Brent con scadenza febbraio ha guadagnato all’ICE lo 0,8% a 54,33 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza gennaio è salito al NYMEX dell’1,3% a 51,50 dollari al barile.

Gli investitori nel petrolio attendono con ansia l’esito del vertice tra i Paesi OPEC e quelli non OPEC in programma sabato a Vienna. Il cartello spera che gli altri grandi produttori parteciperanno ai tagli della produzione, nel tentativo di stabilizzare il mercato petrolifero.

L’OPEC ha raggiunto la scorsa settimana un accordo per tagliare la sua produzione a partire dal prossimo mese di 1,2 milioni di barili al giorno. L’organizzazione ha fissato un tetto di 32,5 milioni di barili al giorno per i suoi membri. Si punta inoltre su un taglio di altri 600.000 barili al giorno da parte dei produttori non OPEC. La sola Russia dovrebbe contribuire con 300.000 barili al giorno.

Secondo indiscrezioni di stampa l’OPEC sarebbe fiduciosa che domani si troverà un’intesa con gli altri produttori. Tuttavia, dei 14 Paesi invitati, solo 5 dovrebbero prendere parte alla riunione: l’Azerbaigian, il Kazakistan, l’Oman, il Messico e la Russia. Tra questi solo l’Oman e la Russia hanno dichiarato finora pubblicamente di essere disposti a tagliare la loro produzione.

Molti analisti credono che i prezzi del petrolio tenderanno il prossimo anno lentamente verso l’alto, dopo che l’OPEC ha riaffermato la sua volontà di influenzare il mercato con tagli alla produzione. Per anni il cartello è rimasto in disparte mentre cresceva l’attività dei produttori statunitensi di scisto. La conseguenza è stato un drammatico calo dei prezzi.

Baker Hughes (US0572241075) ha comunicato oggi che il numero di impianti di trivellazione di greggio è aumentato negli Stati Uniti questa settimana di 21 unità a 498 unità. Si tratta del più alto livello da gennaio. L’accordo stretto dall’OPEC ha probabilmente incoraggiato le compagnie petrolifere statunitensi ha riattivare le loro trivelle.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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