Petrolio: accordo storico, anche i non OPEC taglieranno la produzione

Petrolio: accordo storico, anche i non OPEC taglieranno la produzione

Sono 11 i Paesi non OPEC che si sono impegnati oggi a Vienna a ridurre la loro produzione per complessivi 558.000 barili al giorno.

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Il vertice tenutosi oggi a Vienna tra i maggiori produttori mondiali di petrolio ha avuto successo. Anche i Paesi non OPEC taglieranno la loro produzione. Si tratta del primo patto a livello globale da 15 anni volto a limitare l’offerta sul mercato petrolifero. L’accordo è arrivato dopo mesi di tese discussioni tra l’OPEC ed i Paesi non OPEC con l’obiettivo di mettere fine alla fase di debolezza dei prezzi che ha pesato sulle economie dei produttori di greggio e ridotto significativamente gli investimenti nel settore.

I 14 membri dell’OPEC producono insieme circa un terzo del petrolio globale ma il boom dello scisto negli Stati Uniti ha scosso il dominio del cartello e condotto ad un patto cruciale per cercare di riequilibrare il mercato.

La Russia ha quindi mantenuto la sua promessa e confermato oggi che taglierà la sua produzione di 300.000 barili al giorno. Nel corso della odierna riunione anche altri Paesi non OPEC hanno accettato di aderire con 258.000 barili al giorno. In totale saranno quindi tagliati 558.000 barili al giorno, poco meno dei 600.00 barili al giorno richiesti dall’OPEC.

La scorsa settimana il cartello aveva raggiunto, sempre a Vienna, un accordo definitivo per limitare la sua produzione per la prima volta dal 2008 allo scopo di frenare l’offerta globale e sostenere i prezzi.

Il piano dell’OPEC prevede un taglio di 1,2 milioni di barili al giorno a partire dal prossimo 1 gennaio per almeno sei mesi. Insieme ai tagli promessi dai produttori che non fanno parte del cartello, la produzione globale scenderà di quasi 1,8 milioni di barili, ovvero di circa il 2%.

Nel dettaglio sono 11 i Paesi non OPEC che si sono impegnati oggi a ridurre la loro attività produttiva, si tratta di Azerbaigian, Bahrein, Brunei, Guinea Equatoriale, Kazakistan, Malesia, Messico, Oman, Russia, Sudan e Sudan del Sud.

“È importante che abbiamo deciso che non si tratta di un accordo chiuso, altri Paesi possono aggiungersi”, ha sottolineato in conferenza stampa Alexander Novak, il ministro russo dell’Energia. “Continueremo a lavorare insieme per attrarre altri produttori ad aderire all’accordo in modo da stabilizzare il mercato”, ha aggiunto.

“Crediamo – ha spiegato – che l’intesa accelererà la stabilizzazione della situazione sui mercati, ridurrà la volatilità, attrarrà gli investimenti e garantirà uno stabile sviluppo dell’industria petrolifera”.

Novak si incontrerà con le compagnie petrolifere per fissare una tabella di marcia definitiva per i tagli. Il ministro ha indicato che la Russia ridurrà la sua produzione di 200.000 barili al giorno entro il 31 marzo. La riduzione sarà graduale ed inizierà il 1 gennaio. Novak non ha escluso di estendere l’accordo al secondo semestre del 2017.

Khalid Al-Falih, il ministro saudita dell’Industria e delle Risorse Mineraria, ha da parte sua parlato di un “accordo storico”. Secondo Al-Falih il 2017 sarà un “buon anno” per il mercato globale del petrolio. “Questo accordo consolida e prepara una cooperazione di lungo termine”, ha affermato.

Le parti che hanno partecipato alle odierne trattative hanno anche deciso di creare un comitato speciale che vigilerà sull’implementazione dell’accordo sia da parte dei Paesi OPEC che da quelli non OPEC. Il comitato sarà costituito da tre membri dell’OPEC e due stati non OPEC.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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