FMI conferma stime crescita, ma Trump è un rischio per gli emergenti

FMI conferma stime crescita, ma Trump è un rischio per gli emergenti
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Il FMI è diventato leggermente più ottimista sugli Stati Uniti, ma ha tagliato le sue stime su Brasile, India e Messico.

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha confermato le sue stime di crescita per l’economia globale, avvertendo tuttavia che le politiche dell’amministrazione di Donald Trump potrebbero avere un impatto negativo sui Paesi emergenti.

L’organizzazione con sede a Washington continua ad attendersi per il 2017 un aumento del PIL globale del 3,4% e per il 2018 del 3,6%. Le stime per i soli Stati Uniti sono state alzate, per quest’anno da +1,8% a +1,9% e per il prossimo da +1,8% a +2%.

Il FMI ha invece tagliato le sue stime per Brasile, India e Messico, indicando che la politica del nuovo presidente potrebbe rafforzare ulteriormente il dollaro. L’apprezzamento del biglietto verde è un fattore negativo per i grandi Paesi emergenti che presentano elevati livelli di debito. Il FMI osserva che proiezioni più precise potranno essere rilasciate solo ad aprile, quando sarà più chiaro in quale direzione andrà il nuovo governo statunitense.

Il FMI ha alzato la sua stima sull’economia della zona euro nel 2017 da +1,5% a +1,6%. La stima per il 2018 è stata confermata a +1,6%. Gli esperti sono diventati leggermente più ottimisti sulla Germania e sulla Spagna, ma più pessimisti sull’Italia. Il FMI stima ora una crescita dello 0,7% per quest'anno e dello 0,8% per il prossimo. Si tratta di una riduzione rispettivamente di 0,2 e 0,3 punti rispetto a quanto indicato a ottobre.

Per quanto riguarda il Regno Unito, che si appresta ad uscire dall’Unione Europea (“Brexit”), il FMI si attende per il 2017 una crescita dell’1,5% (da +1,1%) e per il 2018 dell’1,4% (da +1,7%).

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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