Oro ai massimi da due mesi, Trump e Brexit preoccupano i mercati

Oro ai massimi da due mesi, Trump e Brexit preoccupano i mercati
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Aumenta l'attrattività dell'oro, il bene rifugio per eccellenza. In un'intervista al "Wall Street Journal" Trump ha attaccato UE, NATO e Cina.

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La quotazione dell’oro è balzata ai massimi da due mesi. Il future con scadenza febbraio ha chiuso al Comex in rialzo dell’1,4% a 1.212,90 dollari l’oncia. Si tratta del più alto livello dallo scorso 17 novembre.

L’oro ha beneficiato oggi della sua qualità di bene rifugio. Donald Trump ha fatto aumentare, con le sue ultime dichiarazioni, fortemente l’incertezza relativa alla sua presidenza. In un’intervista al “Wall Street Journal”, il presidente eletto degli Stati Uniti, ha predetto che più Paesi lasceranno l’Unione Europea e affermato che la NATO è “obsoleta”. Il tycoon newyorkese, che entrerà venerdì alla Casa Bianca, ha inoltre attaccato la Cina aumentando i timori legati ad una possibile guerra commerciale. Secondo Trump il dollaro sarebbe “troppo forte” perché Pechino sta svalutando la sua valuta e ciò starebbe riducendo la competitività delle compagnie statunitensi.

A preoccupare gli investitori sono state anche le possibili conseguenze della Brexit. La premier britannica Theresa May ha detto oggi che il Regno Unito non punta a rimanere parzialmente nell’Unione Europea ed uscirà dal mercato unico.

In questo contesto la tendenza al rischio è scesa a Wall Street. Gli indici azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso ed il VIX, l’indice della paura, ha registrato il più forte aumento dalla fine di dicembre.

Le parole di Trump hanno affossato il dollaro, un altro fattore che ha contribuito a sostenere il prezzo dell’oro. Il Dollar Index è sceso fino a 100,26 punti, dai 111,57 punti di ieri. Un indebolimento del dollaro, aumenta l’attrattività del metallo giallo, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende meno caro per chi possiede altre valute.

Anche l'argento si è apprezzato oggi sensibilmente. Il future con scadenza marzo ha guadagnato il 2,3% a 17,15 dollari l’oncia. L’aumento dei prezzi di oro e argento ha spinto i corsi azionari dei produttori di metalli preziosi. L’indice settoriale Philadelphia Gold & Silver ha guadagnato il 2,4%, contro il -0,3% registrato dall’S&P 500. Tra i singoli titoli Barrick Gold (ABX) ha guadagnato il 2,2%, Goldcorp (GG) il 3,8% e Pan American Silver (PAAS) il 5,4%.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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