Il prezzo del petrolio è sceso oggi per la sesta seduta di fila. Il future sul Brent con scadenza maggio ha perso lo 0,1% a 51,35 dollari al barile. Il future sul WTI con scadenza aprile è sceso dello 0,2% a 48,40 dollari al barile.

Gli investitori continuano a temere che la crescente offerta da parte degli Stati Uniti possa far fallire il piano dell’OPEC volto a riequilibrare il mercato petrolifero mondiale. Dai dati dell’EIA (Energy Information Administration) è emerso mercoledì scorso che le scorte statunitensi di greggio sono aumentate per la nona settimana di fila e hanno raggiunto il livello record di 528,4 milioni di barili. Baker Hughes (US0572241075) ha comunicato inoltre venerdì che il numero di trivelle attive per estrarre greggio è aumentato negli Stati Uniti la scorsa settimana di altre 8 unità a 617 unità, ovvero ai massimi livelli dal settembre del 2015. Si è trattato del diciottesimo aumento nelle ultime diciassette settimane. Dai minimi da sette anni toccati lo scorso maggio, le trivelle sono aumentate in 37 delle ultime 41 settimane per complessive 301 unità.

L’attenzione dei mercati sarà puntata questa settimana sui rapporti mensili dell’AIE, l'Agenzia Internazionale per l'Energia, e dell’OPEC. Le informazioni che arriveranno dai due documenti potrebbero dare nuovi importanti impulsi alle quotazioni del greggio. Particolarmente attese sono le stime relative all’impatto dei tagli alla produzione effettuati nei primi mesi del 2017.

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