Azioni USA, prepararsi alla fine delle correlazioni

Azioni USA, prepararsi alla fine delle correlazioni
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Secondo TCW la divergenza di ritorni tra i vari settori dello S&P 500 crescerà nel 2017.

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Analizzando le valutazioni, il mercato azionario americano scambia attualmente a circa 18x gli utili prospettici, livello massimo da 13 anni. Da una parte, questo livello appare giustificato guardando ad alcuni dati macro, come le vendite al dettaglio, l’occupazione, la fiducia delle imprese. Anche osservando la crescita degli utili, nel quarto trimestre del 2016 abbiamo nuovamente rilevato un aumento del fatturato delle imprese di circa il 4% e dei profitti di circa il 6%, dopo numerosi trimestri consecutivi di crescita negativa annuale degli utili. Quindi un multiplo di 18x è giustificato da questo punto di vista. Dall’altra parte, il mercato ha iniziato a incorporare molte notizie positive e molte aspettative circa il fatto che il passaggio del testimone dalla politica monetaria alla politica fiscale avverrà con successo. Quindi, suggeriremmo a un po’ di cautela, poiché abbiamo visto un forte rialzo nell’azionario, vicino alla doppia cifra percentuale, dopo le elezioni presidenziali USA. Ogni volta che c’è un forte rialzo, di conseguenza c’è vulnerabilità a possibili correzioni.

A tal riguardo, bisognerà osservare attentamente gli sviluppi nel Congresso USA riguardo all’agenda delle riforme di Donald Trump, in cui ci sono molti elementi variabili, dalla riforma della tassazione all’intervento sull’ObamaCare, dalla spesa infrastrutturale alla deregolamentazione. Per i mercati azionari, il tassello più importante è probabilmente quello della tassazione alle imprese. Attualmente, le tasse societarie si attestano al 35%; durante la campagna elettorale, Trump citava una percentuale del 15%, mentre lo speaker repubblicano Ryan punta a un 20%. Guardando al tasso effettivo di imposizione fiscale per le imprese parte dello S&P 500, al momento è pari al 27%. Un taglio anche solo di 5 punti percentuali si tradurrebbe in una spinta dell’8-9% per gli utili, che sarebbe molto positiva.

Ultimamente, gli investitori osservano con attenzione il dibattito gestione attiva vs. passiva. A tal riguardo, una considerazione chiave è che negli ultimi otto anni la liquidità straordinaria garantita dalla Fed ha spinto al rialzo tutti gli asset, indistintamente: azioni, bond, real estate. Di conseguenza gli investitori hanno guardato al di là del merito dei singoli titoli. Ma ora che la Fed ritirerà liquidità dal mercato, si avvicina il periodo in cui le singole security dovranno reggersi sui propri meriti: ci sarà una maggiore divergenza nelle performance.

Già nella prima parte del 2017, abbiamo visto una grande divergenza di ritorni tra i vari settori dello S&P 500. Ciò ha portato, a sua volta, a un crollo della correlazione dei mercati azionari. Guardando alla media rolling a 65 giorni dello S&P, in termini di correlazione è scesa al livello del 13%, rispetto al dato attorno al 60% che segnava un anno fa. Questo trend probabilmente continuerà: riteniamo che le correlazioni resteranno basse.

La gestione attiva tornerà al centro della scena, dato che la proposizione di valore legata alla selezione attenta dei singoli titoli sarà molto più attraente.

A cura di Michael Reilly, CIO for Equities, TCW ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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