Previsioni prezzo oro: Trump è la variabile, range tra 1200 e 1400 dollari/oncia

Previsioni prezzo oro: Trump è la variabile, range tra 1200 e 1400 dollari/oncia
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Le previsioni degli analisti sulla quotazione dell'oro sono molto eterogenee anche a causa del fattore Trump.

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Quali sono le previsioni sul prezzo dell'oro per i prossimi mesi? Quale direzione prenderà la quotazione oro nel medio termine? Sono queste le domande tipiche di quesi traders che hanno scelto di investire in oro oggi. La sola presenza di questi interrogativi è sintomatica dell'assenza di una univoca interpretazione sull'andamento futuro del prezzo dell'oro. Le opinioni degli analisti, a tal riguardo, sono molto discordati. Nell'ultimo mese, infatti, si è prima parlato di un prezzo dell'oro che sarebbe presto salito fino a 1400 dollari l'oncia per poi fare riferimento ad una quotazione dell'oro che sarebbe scesa fino a 1200 dollari l'oncia. In una situazione simile, capire dove sta la verità non è affatto semplice. 

E' per rispondere alle domande su previsioni quotazione oro e previsioni prezzo oro, che abbiamo provato a fare il punto su questa questione. Per farlo, come è logico che sia, abbiamo letto e interpretato il grafico sulla quotazione dell'oro degli ultimi mesi. 

Il dato che emerge con immediatezza è l'assenza di un vero e proprio rally del prezzo dell'oro a partire dall'inizio del nuovo anno. E' vero che la quotazione dell'oro ha accelerato in scia all'acuirsi della tensione internazionale ma si è comunque ancora molto lontani dai livelli che il bene rifugio per eccellenzza ha toccato prima dell'elezione di Trump.

Il primo dato che emerge dall'analisi dell'andamento del prezzo dell'oro è appunto questo. Nonostante le mosse imprevedibili del presidente americano (dal lancio di missili in Siria fino al braccio di ferro con la Corea del Nord) non c'è stata alcuna eccezionale corsa ai beni rifugio o perlomeno non c'è stato alcun aumento della quotazione dell'oro come avvenuto nelle settimane precedenti all'elezione di Trump. Alla luce di tale situazione un aumento del prezzo dell'oro verso 1300 dollari viene ritenuta una eventualità altamente improbabile soprattutto nel breve termine. Non si deve infatti dimenticare che la stessa quasi scontata vittoria di Macron alle presidenziali francesi (il 7 maggio è in programma il ballotaggio contro la candidata di anti-euro Le Pen) ha rappresentato un fattore di raffreddamento della corsa dell'oro.

L'impatto di tutti questi eventi sull'andamento del prezzo dell'oro è evidente se si guarda il grafico. L'attacco in Siria ha portato il prezzo dell'oro fino a 1290 dollari ma l'esito del primo turno delle presidenziali francesi ha sgonfiato la quotazione dell'oro che è scesa fino a 1260 dollari. La contrazione della quotazione è stata il riflesso del venir meno della necessità di puntare su beni rifugio. Meno timore quindi, e addio corsa dell'oro. 

Il cambiamento repentino di situazione è stato immediatamente fotografato da Goldman Sachs che, non a caso, ha immediatamente corretto le sue previsioni sulla quotazione dell'oro, spostando la stima a 1200 dollari l'oncia nei tre mesi successivi al primo turno delle presidenziali francesi (con la condizione che Macron sconfigga però la Le Pen al secondo turno).

L'opinione di Goldman Sachs non è però condivisa da altri analisti secondo i quali, esito del voto francese a parte, mancano le condizioni per stare tranquilli. Secondo molti esperti, infatti, la variabile impazzita Trump potrebbe determinare un rally del prezzo dell'oro fino a 1400 dollari l'oncia. Ovviamente, uno scenario di questo tipo, sarebbe possibile solo se le tensioni internazionali dovessero aggravarsi. 

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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