Prezzo petrolio: crollo fino a 30 $? C'è troppa produzione per alcuni analisti

Prezzo petrolio: crollo fino a 30 $? C'è troppa produzione per alcuni analisti
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Il taglio della produzione da parte dell'Opec non è bastato ad arginare il calo della quotazione del petrolio

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Una previsione shock sull'andamento della quotazione del petrolio potrebbe gettare nel panico i mercati e gli investitori. Contrariamente a quello che poteva essere ritenuto valido fino ad alcune settimane fa, infatti, il taglio della produzione deciso il 25 maggio scorso dai paesi dell'Opec, potrebbe non centrare l'obiettivo sperato. Gli ultimi dati sull'andamento del prezzo del petrolio confermano l'esistenza di seri rischi sul rialzo delle quotazioni dell'oro.

Se il trend ribassista in atto in queste ultime settimane dovesse proseguire inalterato, allora la mossa dell'Opec, salutata con estrema fiducia da tutti gli analisti, si rivelerebbe come parziale e poco efficace. 

E' in questo contesto che vanno inseriti gli allert su un possibile calo del petrolio addirittura verso i 30 dollari al barile che sono stati lanciati da Fereidun Fesharaki, presidente della società di consulenza FGE. Secondo l'analista, il prezzo del petrolio potrebbe ridursi ancora se non ci dovesse essere un nuovo calo forte della produzione. L'esperto ha messo nero su bianco quello che è il reale problema che impedisce il rilancio delle quotazioni del petrolio. Secondo Fereidun Fesharaki, infatti, sul mercato mondiale c'è troppo petrolio a fronte di quella che è la reale domanda. 

In questa particolare fase storica, caratterizzata da una ripresa dell'economia che appare molto debole, i livelli di produzione di petrolio non hanno corrispondenza con quella che è la realtà. L'esperto, in particolare, punta il dito verso gli Usa ma anche la Libia e la Nigeria, paesi che continuano a produrre troppo petrolio. 

La posizione di Fereidun Fesharaki va presa con le dovute precauzioni anche se occorre considerare che la sua società di consulenza FGE è molto atteneta alle questioni energetiche in Asia e nel Medio Oriente. 

Proprio a tal riguardo, Fereidun Fesharaki ritiene che se i livelli di produzione di petrolio dell'Arabia Saudita dovessero salire al di sopra dei 9 milioni di barili al giorno, il trend ribassista del prezzo del petrolio subirebbe una accelerazione.

In considerazione di questa situazione, cosa bisognerebbe fare per invertire la tendenza? Secondo l'analista, è necessario un taglio di altri 700mila barili al giorno oppure il prezzo del petrolio continuerà inesorabile la sua discesa e l'Opec tra un anno dovrà tagliare ancora di più.

Ovviamente la possibilità che il prezzo del petrolio scivoli verso i 30 dollari al barile non è un dramma per chi fa trading di Cfd sul greggio e va di short. Questi investitori dovrebbero, però, sempre tenere sotto controllo l'andamento della quotazione petrolio per cercare di ridurre al minimo i rischi. 

Tornando al discorso sulle previsioni della quotazione del petrolio, Fereidun Fesharaki afferma anche che l'eccesso di offerta può portare a una contrazione della domanda. In pratica il rischio finale concreto è che si vada verso una recessione globale generalizzata se non si riesce a contenere già oggi l'eccessiva offerta. 

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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