Investire nelle banche americane conviene?

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I manager delle grandi banche stanno vendendo le azioni dei propri istituti di credito: cosa vorrà dire?

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Secondo gli analisti, le azioni delle banche statunitensi sono sicuramente da comprare. Peccato solo che un elemento non certo sottovalutabile sia saltato agli occhi degli investitori nel corso delle ultime settimane: il fatto che i manager e i consiglieri di amministrazione dei gruppi bancari stessi se ne stiano liberando, con un’emorragia che potrebbe penalizzare le quotazioni dei titoli in Borsa.

Peraltro, il fenomeno è tutt’altro che risibile: le ultime informazioni pubblicate da insider portano a stimare che siano almeno 10 milioni i titoli disimpegnati dalle tasche di chi guida i grandi gruppi bancari nei confronti delle proprie aziende.

E così, da Jp Morgan Chase a Bank of America, da Wells Fargo a Citigroup, da Goldman Sachs a Morgan Stanley, in tutto circa 10 milioni di azioni sono uscite di tasca nel corso del solo ultimo anno. E anche a voler togliere dal computo il pacchetto di Wells Fargo, venduto da Warren Buffet per motivi regolatori, l’ammontare ceduto rimane pur sempre superiore a 14 volte a quanto acquistato, dichiara il Financial Times.

Ma perché ci sono tutte queste vendite? Probabilmente c’è un po' di disillusione determinata dal cilone Trump, ma forse c’è anche altro. In ogni caso, non è certamente un bel segnale nei confronti degli investitori…

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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