Investire negli USA, settembre denso di incertezze per Trump

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Il clima per gli investimenti negli USA non sembra essere quello più sereno...

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In un contesto di forti tensioni politiche che sono arricchite dalle minacce nord-coreane (gli analisti si attendono da un momento all'altro il lancio di un nuovo missile, che a questo punto sembra essere "rafforzato" dalla presa di posizione russa, che si oppone a nuove sanzioni contro la penisola), il Congresso ha riaperto i lavori dopo la pausa estiva, con un’agenda fitta di appuntamenti e di ostacoli che potrebbero rendere il mese di settembre una sorta di campo minato.

Dopo aver temporeggiato a lungo in un clima di confusione, il tempo sembra essere piuttosto scarso per permettere a Trump di ottenere risultati concreti. Pesano terribilmente, sulla credibilità del processo di riforma, nove mesi di stallo legislativo e la sconfitta sulla riforma sanitaria, che i critici non hanno certamente ancora dimenticato.

A questo punto, all'orizzonte si profilano numerosi temi, e due sembrano essere quelli più impellenti: il rialzo del limite del debito e l’approvazione di una legge di spesa per il prossimo anno fiscale. In assenza di interventi su questi fronti entro fine mese, si arriverebbe alla chiusura del governo a inizio ottobre, con ulteriore magra figura per un'amministrazione che ha deluso più volte le aspettative. Peraltro, il rischio politico risulta essere molto, dato che ci sono soltanto dieci giorni lavorativi a settembre in cui entrambi i rami del Congresso sono aperti e viste le minacce di Trump di porre un veto a una legge di spesa che non includa il finanziamento del muro con il Messico.

Il secondo tema che impegnerà il Congresso subito dopo (e, per questi giorni, contemporaneamente) al rialzo del limite del debito, è legato alla riforma tributaria. Per procedere sarà anche necessaria l’approvazione di un budget condiviso da Camera e Senato, e non sarà affatto facile. È anche vero che il gruppo di leader repubblicani si è finalmente messo al lavoro per definire il contenuto e i tempi di pubblicazione di un documento preliminare, su cui lavoreranno le commissioni (probabilmente strizzando un po' l'occhio alla parte democratica), ma per il momento sono piuttosto incerte sia l'entità che la distribuzione dei tagli di imposta e il loro finanziamento. Il risultato? Temiamo che una soluzione rapida sarà impossibile da adottare, e se si forzerà la mano il rischio di finire nei pasticci simili a quelli vissuti con la riforma sanitaria è molto probabile.

Come se quanto sopra non fosse sufficiente, negli ultimi giorni si sta aggiungendo una nuova spinta sulla sanità, con diversi senatori repubblicani che stanno lavorando a un disegno di legge bipartisan che permetta di estendere i sussidi alle assicurazioni per l’offerta di polizze sui mercati individuali. Entro il 27 settembre le società di assicurazione devono indicare se offriranno polizze nel 2018 e molte compagnie hanno detto che in assenza dei sussidi non saranno sui mercati in diversi stati, dove gli aumenti delle polizze potrebbero aumentare in media di almeno il 20 per cento.Ancora, pesano le conseguenze dell'uragano Harvey sul Texas: gli effetti nocivi non dovrebbero essere duraturi, ma si faranno comunque sentire sul Pil del terzo trimestre.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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