Nella giornata di ieri il dollaro statunitense è salito toccando un nuovo massimo dopo la pubblicazione dei dati relativi all’inflazione, che hanno mostrato per il mese di agosto un aumento superiore a quelle che erano le attese dei principali analisti, passando da 1,7 per cento a 1,9 per cento.

Tuttavia, il movimento in avanti della valuta è stata rapidamente e interamente riassorbita nel corso del pomeriggio di ieri, probabilmente sia perché il mercato aveva già reagito ampiamente il giorno precedente sui dati anticipatori del PPI (che avevano sorpreso verso l’alto) e sia perché il dato di inflazione di agosto da solo non è comunque sufficiente a garantire che la Federal Reserve possa rompere gli indugi, scegliendo di alzare i tassi prima della fine dell’anno, magari a dicembre, pur avendone aumentato leggermente la probabilità.

Al di là di questo movimento di rimbalzo contenuto, il dollaro statunitense si avvia effettivamente a chiudere la settimana con una prestazione netta di risalita che inverte la tendenza precedente: nel corso della settimana precedente il dollaro aveva infatti ampiamente corretto.

Nei prossimi giorni non si attendono indicazioni particolarmente positive, ma anche in caso di elementi informativi macro di natura mista, il dollaro potrebbe consolidare la posizione. Sono tuttavia da tenere monitorati anche gli sviluppi sul fronte geopolitico internazionale, dopo che la Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile che ha sorvolato il Giappone e Guam. Inoltre, la prossima settimana crescerà l’attenzione nei confronti del FOMC di mercoledì.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA