Prezzo petrolio: quotazioni nel range gennaio-febbraio, cosa sostiene trend rialzista

Prezzo petrolio: quotazioni nel range gennaio-febbraio, cosa sostiene trend rialzista
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La quotazione del petrolio continua a consolidarsi confermando le previsioni di chi parla di "trend rialzista"

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La quotazione del petrolio prosegue il suo trend all'insegna del rafforzamento. E' questo il dato che sta emergendo nell'ultima di Ottava. Il prezzo del petrolio Wti, infatti, è oramai a ridosso dei 50 dollari al barile, mente quello del Brent è abbondantemente sopra i 55 dollari al barile. 

La dinamica descritta dai grafici odierni relativi alla quotazione del petrolio è molto chiara: il Brent ha toccato un massimo intraday a 55,83 dollari e un minimo a 59,89 dollari mentre il Wti ha raggiunto un massimo intraday a 50,51 dollari al barile e un minimo a 49,42 dollari. In entrambi i casi, quindi, si sta assistendo ad un consolidamento delle quotazioni del petrolio su livelli molto significativi. 

I traders che sono soliti investire sul petrolio con i futures o attarverso i Contratti per Differenza (Cfd) ricorderanno certamente le analisi di alcuni mesi fa sul possibile crollo del prezzo del petrolio sotto i 40 dollari al barile. Il trend delle ultime settimane ha invece dimostrato che l'oro nero è in salute e che una discesa fino a quote "critiche" (si era parlato addirittura di calo fino a 30 dollari al barile) è impensabile, almeno stando a quello che è il quadro macroeconomico attuale. 

Secondo Olivier Jakob, analista di Petromatrix a Zug, Svizzera, con il superamento della resistenza in area 55 dollari al barile (Brent), la quotazione petrolio, come si evince dal grafico storico, è tornata su livelli che non si vedevano da gennaio e febbraio. Il range di prezzo attuale del Brent è quello dei due mesi iniziali dell'anno e questo ritorno apre prospettive interessanti sulla parte finale del 2017. Gran parte del movimento rialzista del Brent è avvenuto negli ultimi tre mesi con il prezzo che è salito di oltre 10 dollari al barile, tornando appunto vicino ai livelli di inizio anno che vedevano la quotazione del petrolio tra i 55 e i 57 dollari al barile. 

La dinamica riazista è sostenuta dalle previsioni di una maggiore domanda elaborate dall‘International Energy Agency. L'IEA ha auementato proprio durante questa settimana le stime per la crescita della domanda mondiale 2017 a 1,6 milioni di barili al giorno. In precedenza le attese erano per una domanda mondiale a 1,5 milioni di barili al giorno. Sempre l'International Energy Agency Usa ha affermato che il surplus globale potrebbe iniziare a diminuire a causa di una domanda europea e americana che è maggiore del previsto. Tutto questo mentre la produzionedovrebbe calare sia nei paesi dell'Opec che nei paesi produttori non Opec. Il quadro che può influenzae la quotazione del petrolio nel breve termine è quindi così sintetizzabile: aumento mondiale della domanda e parallela riduzione dell'offerta. Su questo secondo punto chi fa trading di Cfd sul petrolio deve ricordare che i paesi produttori (non solo quelli che fanno parte del cartello dell'Opec) hanno trovato un'intesa per tagliare la produzione di greggio di circa 1,8 milioni di barili al giorno. La misura resterà in vigore fino al prossimo marzo e rappresenta un evidente tentativo di sostenere la quotazione del petrolio. Per ora il riscontro sembra essere positivo. 

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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