Come abbiamo anticipato nella nostra breve elencazione dei principali dati macro della settimana, il focus degli analisti è incentrato sulla riunione FOMC di giovedì. Ma che cosa sarebbe bene attendersi (e che cosa, invece, no)?

Iniziamo con l'evidenziare come, a nostro giudizio, il meeting del comitato di politica monetaria della Federal Reserve dovrebbe concludersi con l’annuncio dell’avvio del programma di riduzione degli acquisti di titoli, con partenza a ottobre (scenario centrale) o a gennaio (scenario secondario). Contemporaneamente, i tassi di interesse di riferimento dovrebbero essere invariati, confermando la pausa attesa in concomitanza con l’inizio della normalizzazione del bilancio.

Se quanto sopra è (quasi) certo, lo stesso dovrebbe dirsi per quanto concerne l'aggiornamento della valutazione dello scenario macroeconomico, che dovrebbe restare positiva, e segnalare che l’impatto degli uragani su attività e prezzi non dovrebbe modificare i trend sottostanti, pur generando volatilità sui dati nel breve.

Sul fronte dell'inflazione, le proiezioni dovrebbero essere aggiornate verso il basso per il

2017-18, e il raggiungimento del target del 2% potrebbe essere posticipato al 2019.

Fin qui, lo scenario che risulta essere sostanzialmente tracciato. Lo spazio di manovra maggiore e di incertezza relativa più ampia potrebbe invece arrivare dal sentiero dei tassi, con il FOMC che dovrebbe continuare a segnalare tassi in graduale aumento, sebbene possa rimuovere il riferimento al rialzo di fine anno, andando così a posticipare il prossimo intervento al 2018.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA