Gli analisti sembrano essere sempre più convinti. In assenza di shock negativi, il dollaro statunitense ha ancora spazio per poter risalire, conquistando posizioni nei confronti di un euro ancora in condizioni di debolezza.

A supportare tale valutazione vi sono numerose motivazioni ben sostanziose. In primo luogo, i dati macro: gli ultimi usciti, relativi agli ordini di beni durevoli, stanno continuando a sorprendere positivamente. In secondo luogo, la politica: finalmente Trump sembra essere in procinto di lanciare il suo piano di stimolo fiscale, che poggia sul taglio dell'imposta dal 35% al 20% e su un ammortamento accelerato degli investimenti. Rientrano nel piano di stimolo anche una riduzione delle aliquote per la classe media, con semplificazione delle regole e riduzione degli scaglioni di imposta da sette a tre (12%, 25% e 35%).

In terzo luogo, la crescita delle probabilità che la Fed rialzi ancora i tassi prima di fine anno, per la terza volta. Gli analisti puntano a una probabilità del 70%, contro il 50% di appena qualche settimana fa: merito del discorso di Yellen, che ha sostanzialmente aperto le porte a una simile ipotesi. I successivi interventi di alcuni membri della banca hanno sottolineato come la maggioranza dei partecipanti dovrebbe essere in favore di un rialzo prima di fine anno, mentre una minoranza vorrebbe attendere il prossimo anno.

Insomma, tranne forti delusioni, il dollaro potrebbe crescere ancora nel breve termine...

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA