Prezzo oro sotto 1300 dollari, due motivi per cui la quotazione ha perso slancio

Prezzo oro sotto 1300 dollari, due motivi per cui la quotazione ha perso slancio
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Prosegue la fase di debolezza della quotazione dell'oro con il metallo giallo che fa i conti con alcune variabili

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Nessuna ripartenza per il prezzo dell'oro e, locicamente, nessun ritorno della quotazione del metallo giallo sopra o comunque in area 1300 dollari l'oncia. Nella seduta di oggi il lingotto con consegna immediata sta segnando un ribasso dello 0,2% a 1.285 dollari l'oncia. L'andamento odierno, come emerge dal grafico sulla quotazione oro delle ultime settimane, conferma che esiste un trend ribassista che è oramai consolidato. Non è un caso se gli stessi analisti e i traders che hanno scelto di investire in oro attraverso il trading di Cfd (Contratti per Differenza) parlano di consolidata debolezza delle quotazioni dell'oro. Insomma l'appeal verso il metallo giallo sembrerebbe essersi abbassato definitivamente almeno per il breve periodo. 

Un cambio di rotta come quello avuto dal prezzo dell'oro nel giro di poche settimane è il sentore che il mercato non ritiene che esistano più gli elementi oggetti per scappare dagli altri assets e puntare sul bene rifugio per eccellenza. Il contesto macro generale, infatti, ha subito un miglioramento e la stessa tensione geopolitica, con l'accesso scontro tra Stati Uniti e Corea del Nord che ha seriamente impensierito gli investitori, non sembra più suscitare tanta preoccupazione. 

Alla base della ripartenza del prezzo dell'oro, però, non c'è solo questo. Se la qotazione dell'oro riparte è perchè la Federal Reserve è tornata a parlare, in modo più o meno chiaro, di un possibile intervento sui tassi di riferimento. Tra i fattori che influenzano l'andamento del prezzo dell'oro ci sono proprio le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Per quello che riguarda proprio questo punto molti analisti ritengono che sia la governatrice Janet Yellen e sia altri membri della FED abbiano aperto la porta ad un possibile imminente rialzo del costo del denaro. Alla luce dei buoni dati sull'occupazione negli Stati Uniti, infatti, è ipotizzabile che da ora al 2019 possano esserci ben 7 rialzi.

Si tratta di un intervallo di tempo lungo e oggettivamente non sufficientemente in grado di avere ripercussioni così nette sull'andamento della quotazione dell'oro nel breve termine. Il movimento del metallo giallo però è invece certamente influenzato dalla concreta possibilità che il primo di qeusti 7 annunciati rialzi del costo del denaro possa esserci già entro la fine del 2017.  Proprio questo scenario è alla base del ribasso del prezzo dell'oro. L'effetto determinato da questo fattore va poi a sommarsi con quello provocato dalla dimuzione della domanda di oro da parte della Cina. 

Nel complesso il risultato di questi fattori è la drastica diminuzione di slancio della quotazione dell'oro rispetto al trend di alcune settimane fa. 

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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