Prezzo petrolio: aumento è transitorio per analisti, meglio prepararsi allo short?

Prezzo petrolio: aumento è transitorio per analisti, meglio prepararsi allo short?
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L'aumento del prezzo del petrolio sarebbe solo momentaneo per molte banche d'affari: il report che gela tutti

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Da alcuni mesi sulla stampa specializzata si sprecano titoli come questi: prezzo del petrolio ancora in rally o quotazione del petrolio in forte rialzo. Entrambi questi titoli sono sintomatici del nuovo sentiment del mercato nei confronti della quotazione del greggio. Dopo la grande paura della scorsa primavera, si è cosolidato un approccio molto positivo sul petrolio che vede il prezzo del greggio proiettato decisamente al di sopra dei 50 dollari al barile. In questo contesto i traders che hanno aperto posizioni long sul petrolio (anche attraverso i CFD e quindi non solo con i più tradizionali futures) hanno maturato profitti molto consistenti.

Come emerge da un esame del grafico relativo alla quotazione petrolio, il trend, sia pure con le fisiologiche interruzioni, è stabilmente rialzista. L'aumento del prezzo del petrolio viene oramai dato quasi per assodato anche se le voci contrarie a questa generalizzata euforia, non mancano. In particolare alcune banche d'affari e alcuni broker specializzati sulle materie prime, ritengono che i problemi connessi con l'eccesso di offerta del greggio possano proseguire anche nel 2018. 

Anche se dura da digerire l'opinione di questi analisti, sintetizzata in un articolo apparso ieri sul Wall Street Journal, sarebbe il caso di tenerla in debita considerazione anche perchè apre le porte ad un approccio short sulla quotazione del petrolio.

L'articolo del WSJ si basa su un sondaggio realizzato tra 15 banche d'affari e riguardate appunto le previsioni sulla quotazione del petrolio. Secondo la maggior parte dei broker intervistati è molto probabile che il petrolio Wti si attesti in media a 50 dollari al barile nel 2018, contro i 51 dollari ipotizzati ad agosto, mentre il Brent dovrebbe attestarsi a 53 dollari al barile contro i 54 dollari al barile della precedente stima.

Restando nel breve termine, quindi senza a andare al 2018, gli analisti ritengono che il forte balzo fatto registrare dalla quotazione nel petrolio nel terzo trimestre 2017 sia interpretabile soprattutto come movimento transitorio che, in quanto tale, è destinato a finire. "Riteniamo che le stime sulla domanda siano forse un pò troppo ottimistiche e, di conseguenza, tutti i fattori rialzisti devono arrivare dal fronte dell'offerta", ha affermato Harry Tchilinguirian, analista di Bnp Paribas. 

La quotazione del petrolio sui livelli attuali, quindi, potrebbe non durare a lungo almeno stando a quello che affermano che esperti delle banche d'affari. 

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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