Dalla Federal Reserve in chiusura della scorsa settimana sono arrive poche novità circa le indicazioni delle prossime mosse sui tassi di riferimento.

In particolare, Rosengren e Bostic si sono espressi a favore di un rialzo dei tassi a dicembre, per il terzo incremento del 2017, e successivamente per altri tre rialzi nel corso del 2018, replicando così le intuizioni effettuate nell'esercizio che si sta per accingere a conclusione. Più cauto è stato Brainard, che ha giustificato la propria prudenza a causa della bassa inflazione, mentre Powell si è detto favorevole a un sentiero di rialzi graduale.

Insomma, sta emergendo in misura chiara come la maggioranza dei partecipanti al FOMC sia favorevole a un rialzo dei tassi a dicembre. Tuttavia, emerge anche una ampia incertezza circa il sentiero di rialzi dei tassi per l’anno prossimo, che dipenderà sostanzialmente dal comportamento effettivo dell’inflazione: questa incertezza può contribuire a limitare lo spazio di salita del dollaro anche nel breve termine.

Per il momento, però, il dollaro è aiutato parzialmente dai dati macro, con quelli sui prezzi alla produzione USA che hanno mostrato aumenti superiori alle attese sia per l’indice generale (da 2,4% a 2,6%) sia per l’indice core (da 2,0% a 2,2%). Anche nei prossimi giorni, qualora i dati non dovessero deludere, il dollaro dovrebbe riuscire a proseguire il recupero.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA