Il gruppo petrolifero Shell ha annunciato di aver mandato in archivio il terzo trimestre dell’anno con un utile che risulta essere quasi triplicato rispetto a quanto era stato riuscito a conseguire nell’analogo periodo del 2016: in particolare, il dato, rettificato per le componenti straordinarie, si è attestato a 4,08 miliardi di dollari contro i precedenti 1,37 miliardi di dollari, grazie soprattutto alla principale determinante rappresentata dalla presenza di prezzi più elevati del petrolio e del gas.

Il valore ha così battuto le attese di mercato ferme a 3,62 miliardi di dollari, superando anche il range indicato in precedenza dal Gruppo a 3,0 - 4,05 miliardi di dollari).

Tra gli altri indicatori di rilievo del conto economico, rammentiamo come l’EPS sia risultato essere pari a 0,5 dollari contro i 0,44 indicati dal mercato.

A livello delle singole divisioni, l’utile rettificato delle attività downstream è stato pari a 2,67 miliardi di dollari, in moderato ribasso rispetto ai 2,07 miliardi di dollari del terzo trimestre 2017, ma in aumento dai 2,52 miliardi di dollari del secondo trimestre di quest’anno.

I profitti delle attività upstream hanno invece registrato un deciso aumento passando a 562 milioni di dollari rispetto ai 4 milioni di dollari dell’analogo periodo del 2016 e ai 339 milioni di dollari del precedente esercizio 2017. In aumento anche il fatturato, salito su base annua del 23% a quota 75,83 milioni di dollari. Sulla base dei risultati ottenuti, il management ha deliberato la distribuzione di un dividendo trimestrale pari a 0,47 dollari per azione.

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA