Negli ultimi giorni l'euro ha mostrato una condizione di forza relativa nei confronti del dollaro statunitense, favorito da alcuni buoni dati macro, in un contesto di prese di posizione e di scambi limitati.

Archiviati questi giorni, però, l'ago della bussola dovrebbe puntare in maniera più convinta verso la sponda americana dell'Oceano Atlantico, con il dollaro che sembra essere pronto a recuperare terreno nei confronti dell'euro.

All'orizzonte vi sono infatti alcuni appuntamenti che dovrebbero poter favorire la ripresa delle quotazioni della valuta verde, sebbene - come diremo tra breve - sarebbe comunque opportuno non attendersi troppe accelerazioni.

In primo luogo, riteniamo che il quadro macro di queste settimane possa ulteriormente tingersi di colori piuttosto positivi: dall'indice della fiducia dei consumatori al PMI, passando per le stime del PIL, le statistiche sull'economia a stelle e strisce sembrano farsi sempre più convincenti, indicando il buono stato di salute e una condizione di piena occupazione oramai raggiunta.

In secondo luogo, si sta oramai dipanando l'incertezza legata all'esito della riforma tributaria statunitense, che dopo esser passata alla Camera è in grado di ottenere il via libera al Senato. La sua applicazione dovrebbe essere compresa tra la parte finale di quest'anno e - soprattutto - la prima parte del prossimo anno: ne deriva che finalmente l'amministrazione Trump sarà in grado di portare in dote un buon biglietto da visita da giocare con convinzione nella campagna elettorale per il mid-term.

In terzo luogo, una buona spinta alle quotazioni del dollaro dovrebbe arrivare da quanto andrà a decidere la Federal Reserve in occasione del meeting FOMC di dicembre. In quella occasione infatti l'istituto banchiere federale, con il suo comitato di politica economica, dovrebbe scegliere di rompere gli indugi e apportare il nuovo rialzo dei tassi di interesse di riferimento (mentre è sicuramente molto più incerta la posizione nel medio termine sul costo del denaro).

Alla luce di tutto ciò, riteniamo che il dollaro possa presto giocarsi delle buone carte di forza relativa, ma riteniamo altresì che gli investitori non debbano attendersi forti rincari dei prezzi della valuta verde, considerato che il mercato sta già in buona parte scontando le novità sopra anticipate...

A cura di Redazione Borsainside © RIPRODUZIONE RISERVATA