Cambio Euro Dollaro, puntare a un rafforzamento USD nel breve termine

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Ecco come si muovono le principali sterline in attesa del FOMC della prossima settimana.

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Il dollaro sta proseguendo nel suo tentativo di rafforzarsi, favorito dal persistere di un sentiment di fondo piuttosto positivo sulla possibilità che entro l’inizio del nuovo anno la riforma fiscale possa entrare finalmente in vigore.

È anche vero che fino al momento in cui il percorso della riforma fiscale non sarà concluso, i margini di apprezzamento del biglietto verde rimarranno piuttosto limitati, con una tendenza ad arretrare sui rimbalzi più ampi. Sotto il profilo macro non ci sono grandi sostegni di brevissimo termine, mentre l’attenzione sarà in centrata quasi esclusivamente su quanto avverrà domani, quando verrà pubblicato il nuovo employment report, sul quale vertono attese favorevoli. Al di là delle oscillazioni di brevissimo termine, in prospettiva di un rialzo Fed al FOMC che si terrà tra una settimana e dell’entrata in vigore della riforma fiscale, il dollaro dovrebbe quindi tiepidamente rafforzarsi nei confronti delle principali valute controparte.

Naturalmente, è opposto il movimento dell’euro, anche se i dati positivi degli ultimi mesi sulla crescita economica dell’area della valuta unica stanno offrendo un buon supporto alla moneta, aiutandola di fatti a conservare livelli piuttosto elevati nel confronto diretto con l’economia e i tassi d’interesse USA. La prospettiva che nel corso del prossimo anno la crescita dell’area torni a decelerare, mentre quella USA possa accelerare ulteriormente, e che contemporaneamente i tassi BCE rimarranno fermi a zero nel 2018 mentre quelli Fed salgano verso il 2,00% entro fine 2018, dovrebbe però contribuire a indebolire l’euro già nel breve termine.

Chiudiamo infine con un breve focus sulla sterlina, che sta risentendo degli effetti Brexit e, in particolar modo, del fatto che l’intesa tra le parti sembra essere saltata sulla questione del confine irlandese. Il DUP (essenziale per la tenuta del governo britannico) ha ribadito infatti la propria opposizione alla formula che vorrebbe l’Irlanda del Nord gestita con una sorta di “statuto speciale” che nella proposta di May prevede un “allineamento” alla regolamentazione UE.

Si dovrà ora lavorare per individuare in tempi rapidi una soluzione interna, visto e considerato che l’Unione Europea è disposta a concedere al Regno Unito di passare alla seconda fase negoziale (cioè, quella in cui si parlerà degli accordi commerciali) solo di fronte a “progressi sufficienti“ su tutti e tre i temi in esame – confine irlandese, exit bill e diritti dei cittadini UE residenti nel Regno.

Se però sugli ultimi due punti qualche passo in avanti è stato effettivamente fatto, e un’intesa sembra essere consolidata, è proprio sul “border” irlandese che nascono i problemi maggiori. Nell’attesa che possa essere individuata una soluzione soddisfacente, la sterlina rimarrà vulnerabile a nuovi ribassi, pronta tuttavia a rimbalzare rapidamente se verrà trovato un’intesa definitiva.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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