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BIOTECNOLOGIA
EUROPEA: I TITOLI SU CUI PUNTARE NEL 2004
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6 ) GPC Biotech
15.01.2004
L'impresa tedesca
GPC Biotech (ISIN DE0005851505) segue una doppia linea di business: da una parte offre tecnologie e servizi ad altre società dello stesso settore, dall'altra cerca di sviluppare propri medicinali concentrandosi nella ricerca di nuove terapie antitumorali.
Il management di GPC Biotech ha focalizzato negli ultimi anni le risorse aziendali sempre più sulla propria pipeline di farmaci. Una scelta giusta: l'impresa tedesca infatti potrà in futuro crescere sensibilmente solo grazie all'eventuale forte giro d'affari generato con le proprie medicine.
Il prodotto più importante di GPC Biotech è Satraplatin. Come lo stesso nome fa intuire Satraplatin è un composto a base platinica. Satraplatin viene sperimentato attualmente nella Fase III in pazienti affetti da cancro alla prostata refrattario alla terapia ormonale così come in pazienti affetti da altri tipi di tumore includenti il cancro ovarico e il cancro polmonare a piccole cellule.
Le terapie con base platinica sono tra le più usate nel mercato per la cura dei tumori solidi. La loro applicazione è efficace ma limitata a causa degli effetti collaterali potenzialmente gravi. Per questo motivo ci sono pochi prodotti di questo tipo sul mercato ed i farmaci in fase di sperimentazione non riescono nella maggior parte dei casi a superare la Fase II dei test
clinici. È da riterere quindi molto positivo che Satraplatin sia riuscito a corrispondere agli esigenti criteri d'esame di questa fase. Ma non è
tutto: alla luce degli incoraggianti risultati ottenuti durante le fasi precedenti la FDA (Food and Drug Administration, l'Ente statunitense che regola l'immissione sul mercato di nuovi farmaci) ha concesso a Satraplatin l'approvazione per una procedura accellerata di verifica e registrazione (nel gergo del biotech cosìddetto status "Fast Track").
Il cancro alla prostata è la forma di tumore più frequente nell'uomo. Quando questi tumori diventano resistenti alla terapia ormonale, non esiste ancora, purtroppo, un trattamento efficace: la malattia è da considerare incurabile. Per questo motivo Satraplatin rappresenta una grande speranza per curare i molti futuri pazienti che saranno affetti da questo tipo di tumore. Satraplatin avrebbe infatti dimostrato di essere molto efficace e di avere degli effetti collaterali ben tollerabili. Inoltre il farmaco ha il grande vantaggio di poter essere somministrato oralmente mentre tutti gli altri farmaci a base platinica devono essere iniettati nelle vene. Ciò comporta una migliore accettazione da parte dei pazienti. Secondo gli analisti di Lehman Brothers Satraplatin dovrebbe generare un giro d'affari di almeno €450 milioni all'anno. Satraplatin potrà però essere sul mercato al più presto nel 2006.
GPC Biotech ha stretto alleanze con imprese dell'industria farmaceutica quali Aventis, Eli Lilly ed ALTANA. Di grande importanza è la partnership con quest'ultima. GPC Biotech ed ALTANA (il cui titolo fa parte del DAX, l'indice che contiene i titoli delle trenta maggiori aziende tedesche) hanno fondato e stanno sviluppando insieme l'ALTANA Research Institutes negli Stati Uniti. In virtù dell'accordo è assicurato a GPC Biotech fino al 2007 un giro d'affari di almeno $60 milioni. GPC ha inoltre diritto a ulteriori versamenti da parte di ALTANA per ogni successo ottenuto nella comune ricerca. In caso un farmaco dovesse arrivare sul mercato GPC Biotech riceverà anche royalties sul giro d'affari generato da ALTANA.
GPC Biotech ha fatturato nei primi nove mesi del 2003 €16,5 milioni (+8% rispetto allo stesso periodo del 2002) mentre le perdite ammontavano a €16,7 milioni (-21% rispetto ai primi nove mesi 2002). L'impresa guidata dal Professor Seizinger ha comunicato di attendere per l'intero esercizio 2003 un bilancio in rosso per €25-27 milioni. Un fatto molto positivo dato che in precedenza erano state stimate perdite per €33-38 milioni. La situazione finanziaria di GPC Biotech è da considerarsi molto solida: l'alleanza con ALTANA garantisce all'impresa bavarese un fatturato costante per i prossimi tre anni, nelle sue casse si trovavano inoltre il 30 settembre scorso ancora ben €97,5 milioni.
Potenziale al titolo da il fatto che GPC Biotech non ha ancora un partner per lo smercio di Satraplatin, molto conteso tra le imprese farmaceutiche. L'annuncio di una partnership per il farmaco potrebbe essere dato in qualsiasi momento. L'accordo significherebbe un ulteriore miglioramento per il giro d'affari già molto stabile di GPC Biotech e dovrebbe confermare - in positivo - le forti aspettative che vengono riposte in Satraplatin. Dato che GPC Biotech ha già una significativa presenza oltreoceano e che il suo management ha già espresso il desiderio di una quotazione sul Nasdaq, i diritti di smercio per Satraplatin potrebbero essere concessi ad un'impresa americana. Il titolo potrebbe inoltre trarre vantaggio quest'anno da ulteriori positive notizie riguardanti gli altri prodotti che si trovano nella catena di sviluppo di GPC Biotech.
Stop-loss consigliato: €7,20.
Gaetano Gulinelli (Berlino)
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