(2) 10 Titoli per il 2005 - "Mid- and small-caps"

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"Mid- and small-caps", titoli a media e bassa capitalizzazione di borsa. Questi titoli comportano alti rischi ma anche un forte potenziale. Ogni titolo da noi scelto rappresenta un settore o un mercato ad alto potenziale di crescita: DreamWorks i media, MediGene la biotecnologia, Novell l'information technology, Orica la borsa australiana e le materie prime, Phonak il comparto degli strumenti e delle tecnologie medicali.

DreamWorks Animation (US26153C1036)
Un titolo sicuramente da seguire nel settore dei media è DreamWorks Animation. La casa cinematografica di animazione, fondata da i tre big di Hollywood Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen, è sbarcata in borsa solo due mesi fa e da allora fa concorrenza anche sul mercato azionario alla grande concorrente Pixar. DreamWorks ha prodotto negli ultimi anni successi quali "La bella e la bestia" (insieme a Disney), "Wallace & Gromit", "Shrek" e "Shark Tale". Il secondo capitolo dell'orco verde Shrek, appena lanciato nelle sale cinematografiche italiane, è diventato negli Stati Uniti il terzo maggiore incasso della storia dopo "Titanic" e "Star Wars". Non bisogna quindi stupirsi se il collocamento di DreamWorks è stato un successo ed il titolo ha guadagnato nel suo primo giorno di contrattazione circa il 40%. Ad inizio dicembre DreamWorks è caduto però sotto pressione dopo che l'impresa californiana ha annunciato di aver rimandato l'uscita del terzo episodio di "Shrek" dal novembre 2006 al maggio 2007. A nostro avviso la reazione del mercato è stata esagerata. Come spiegato da Katzenberg la scelta è stata fatta infatti per ragioni commerciali. Il rilascio dell'edizione DVD a ridosso delle vacanze natalizie del 2007, dovrebbe consentire di aumentare il profitto per l'impresa e generare più valore per gli azionisti. Comunque sia DreamWorks non ha ragioni per temere il futuro. Il fenomeno Shrek è tale che a Broadway è stato allestito persino un musical sull'orco verde. Il DVD del secondo episodio è stato lanciato negli Stati Uniti durante il redditizio periodo di Natale. L'impresa dovrebbe presentare per questi motivi dei risultati di bilancio relativi al quarto trimestre estremamente positivi. Come Shrek nel cuore dei bambini (e degli adulti) DreamWorks ha il potenziale per entrare nel cuore degli investitori e prendere almeno una parte del posto finora occupato da Nemo-Pixar. Al momento Pixar presenta ancora una migliore profittabilità di DreamWorks. La valutazione del titolo di quest'ultima appare altrimenti molto più moderata. Il p/u di Pixar per il 2005 è pari a 42, quello di DreamWorks è di 18. Pixar presenta inoltre un rapporto fatturato-capitalizazzione di borsa di gran lunga maggiore di quello di DreamWorks. Nonostante ciò DreamWorks comporta sicuramente alcuni rischi ed è adatto solo per investitori esperti. Il titolo è a nostro avviso un investimento interessante nel medio termine soprattutto nelle sue fasi di debolezza.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2004:$37,51
Stop-loss consigliato: $31,85

MediGene (DE0005020903)
Il 2004 è stato un anno positivo molto positivo per MediGene. L'impresa biotech tedesca ha lanciato sul mercato il suo primo farmaco Eligard per il trattamento del cancro alla prostata (potenziale volume d'affari: circa €100 milioni all'anno). Ad inizio dicembre MediGene ha inoltre annunciato che il prodotto Polyphenon E ha superato negli Stati Uniti i test clinici di Fase III per la cura dei tumori all'apparato genitale. Polyphenon E dovrebbe entrare in commercio per questa indicazione alla fine del 2006 e generare ricavi di circa €100 milioni all'anno. Polyphenon E ha presentato dei promettenti risultati nella Fase II della sperimentazione clinica per il trattamento della cheratosi attinica, una condizione precancerosa della pelle. Per questa applicazione Polyphenon E potrebbe raggiungere un giorno un giro d'affari di almeno €200 milioni annui. Il titolo ha reagito positivamente a queste notizie ed ha guadagnato lo scorso anno circa il 65%. MediGene dovrebbe avere però anche nel 2005 un forte potenziale. MediGene è infatti valutato moderatamente rispetto alle concorrenti americane. L'impresa tedesca ha nelle sue casse ancora €50 milioni, la capitalizzazione di borsa attuale è di circa €115 milioni e per il 2005 è previsto il break-even su base trimestrale. MediGene dispone inoltre di una catena di sviluppo molto interessante. In Fase I e II dei test clinici MediGene ha altri tre farmaci antitumorali che potrebbero generare un giorno in totale un volume d'affari di circa €800 milioni. La solida posizione finanziaria e la pipeline di prodotti fanno di MediGene anche un interessante obiettivo di takeover per un gigante dell'industria biofarmaceutica. Impulsi positivi per il titolo dovrebbero arrivare dalla presentazione di un partner dall'industria farmaceutica per la commercializzazione del Polyphenon E. Il titolo dovrebbe infine beneficiare di una probabile introduzione nel TecDAX, l'indice dei titoli delle trenta maggiori imprese high tech quotate a Francoforte. Come ogni titolo biotech anche MediGene comporta però naturalmente alti rischi ed è adatto solo per traders esperti.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2004:€8,50
Stop-loss consigliato: €7,10

Novell (US6700061053)
Negli anni Novanta Novell era grazie al suo programma NetWare l'indiscusso leader nelle soluzioni di rete aziendali. Il gigante Microsoft ha messo però poco a poco alle corde Novell cosìcchè l'impresa ha perso negli scorsi anni gran parte delle sue quote di mercato e la sua importanza nel mondo dell'information technology. Novell sta tentando ultimamente un come-back attraverso una trasformazione in un'impresa Linux. Sotto la guida del CEO Jack Messman Novell ha acquisito nel 2003 Ximian e SuSe ed è diventata di colpo il numero due a livello mondiale dopo Red Hat nella distribuzione del famoso sistema operativo "libero". Il lavoro di integrazione con le aziende acquisite e la trasformazione in un'impresa Linux si è rivelata essere però finora più difficile del previsto. Nonostante Novell sia ritornata nel suo esercizio fiscale 2004 (terminato lo scorso 31 ottobre) all'utile i risultati relativi al quarto trimestre hanno deluso le attese del mercato. I dati presentati da Novell hanno indicato un calo delle vendite dalle licenze di NetWare. Novell ha annunciato inoltre che aumenterà gli investimenti destinati alla ricerca e allo sviluppo. Per questi motivi il corso delle azioni di Novell ha registrato ultimamente un andamento deludente. Il titolo di Novell comporta degli alti rischi ma potrebbe apprezzarsi sensibilmente nel 2005. Se i nuovi prodotti basati sul sistema operativo Linux dovessero infatti venir accolti positivamente dal mercato il corso delle azioni di Novell dovrebbe prendere il volo. Il titolo di Novell è al momento di gran lunga meno caro di quelli delle principali concorrenti. La situazione finanziaria dell'impresa è molto solida: Novell ha nelle sue casse circa $1,2 miliardi, il valore contabile per titolo è al momento pari a $2,60, più di un terzo del prezzo attuale del corso delle azioni di $6,75. Il titolo potrebbe anche beneficiare di possibili voci su un takeover sull'impresa. La scorsa estate il CEO di Sun Microsystems ha indicato espressamente Novell come un possibile obiettivo d'acquisto in virtù della sua forte posizione sul mercato di Linux.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2004:$6,75
Stop-loss consigliato: $5,80

Orica (AU000000ORI1)
Chi vuole investire globalmente ed è lungimirante dovrebbe assolutamente dare un'occhiata al mercato azionario del quinto continente. Forse in nessuna altra parte al mondo il rapporto potenziale-rischio è così vantaggioso per l'investitore. Dopo lo scoppio della bolla della new economy i principali indici mondiali presentano fino ad oggi ancora una performance nettamente negativa. L'indice All Ordinaries ha guadagnato a Sydney invece dall'inizio del 2000 alla fine del 2004 circa il 30%. I motivi per questo solido andamento sono molteplici. Da una parte la sostenuta e continua crescita dell'economia australiana: nel 2005 il PIL dovrebbe registrare per il quattordicesimo anno di seguito un aumento (le stime del Governo di Camberra sono di +3%), la disoccupazione è scesa ultimamente ai minimi degli ultimi ventisette anni e la fiducia dei consumatori ha toccato i massimi degli ultimi dieci anni. L'Australia è d'altra parte un po' un mondo a se, che viene influenzato minormente dai grandi avvenimenti globali, una specie di oasi che infonde sicurezza. L'Australia dispone inoltre di grandi risorse di materie prime ed ha beneficiato negli ultimi anni della forte crescita dell'economie asiatiche ed in particolare della Cina. Orica è un'impresa che beneficia indirettamente del forte aumento della domanda delle materie prime senza essere però dipendente dalle oscillazioni dei loro prezzi. L'impresa australiana è infatti, tra l'altro, il maggiore fornitore mondiale di esplosivi commerciali (quota di mercato di circa il 20%, il principale concorrente è Dyno Nobel). I suoi clienti vengono principalmente dall'industria mineraria. Orica non vende alle aziende solo gli esplosivi ma anche il know-how per poter sfruttare le risorse minerarie in tutto il mondo. Un business che offre delle importanti oppurtunità di crescita specialmente nei paesi emergenti. Nell'esercizio 2004 terminato lo scorso 30 settembre i ricavi di Orica sono cresciuti del 16% mentre l'utile netto prima degli effetti straordinari è aumentato del 20%. Malcolm Broomhead, CEO di Orica, ha indicato la forte domanda di esplosivi per le miniere di carbone soprattutto dall'Australia, dall'Indonesia e dalla Cina. Broomhead ha inoltre comunicato che la richiesta dalla Cina starebbe continunando ad essere molto sostenuta. Per l'esercizio 2005 gli analisti attendono in media una crescita dell'utile netto del 13% a AUD 368 milioni. In virtù dei solidi risultati Orica ha alzato ultimamente il suo dividendo del 30% ed annunciato un buy-back del 5% delle sue azioni. Il titolo rappresenta un investimento interessante a medio-lungo termine. Il business degli esplosivi per il settore minerario garantisce infatti una solida e continua crescita. Orica è inoltre impegnata anche nella chimica ed è uno dei principali fornitori di prodotti chimici per l'''agricoltura e fertilizzanti della regione del Pacifico. Un altro comparto con interessanti margini di crescita. Nonostante il forte rialzo degli ultimi mesi la valutazione è ancora moderata: il p/u per il 2005 è pari a 14, lo yield è del 3,4%.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2004:AUD 20,37
Stop-loss consigliato: AUD 17,80

Phonak
(CH0012549785)
Un comparto che l'investitore non dovrebbe trascurare è quello dei servizi medici, delle tecnologie e strumenti medicali (in inglese "medtech & healthcare"). Le imprese del settore beneficiano del fatto che la popolazione nei paesi industrializzati diventa sempre più anziana e allo stesso tempo sempre più esigente per quanto riguarda la propria salute. Nei paesi emergenti intanto sempre più persone possono permettersi non solo medicine ma anche assistenza medica ed apparecchiature medicali. Da queste circostanze ha tratto un forte vantaggio già negli scorsi anni Phonak. L'impresa svizzera è tra i leader a livello mondiale nella produzione e distribuzione di apparecchi acustici. Phonak dispone di una vasta gamma di prodotti, ma ringrazia il suo successo in gran parte ai suoi modelli premium ad alta tecnologia e ad alto prezzo. Quando si tratta dell'udito molte persone nei paesi occidentali non badano infatti alle spese. Phonak ha potuto presentare per l'esercizio 2003/04 terminato il 31 marzo scorso un risultato record per quanto riguarda i ricavi, l'utile operativo e l'utile netto. Il fatturato è cresciuto del 16% a CHF 638 milioni, l'Ebidta del 115% a CHF 103 milioni e l'utile netto del 246% a CHF 69 milioni. Nei primi sei mesi dell'attuale esercizio 2004/2005 la crescita è rimasta sostenuta: ricavi +10%, Ebidta +43,2% ed utile netto +60%. Il margine lordo è aumentato dal 54,8% dei primi sei mesi dell'esercizio precedente al 59,5%. Phonak ha tagliato sensibilmente i suoi costi trasferendo una parte della sua produzione in Cina. L'azienda svizzera ha potenziato inoltre la sua presenza internazionale e registra una forte domanda soprattutto in Asia. Phonak sembre essere ultimamente un passo avanti alla concorrenza e i suoi affari dovrebbero venir sostenuti anche nel 2005 dal lancio di nuovi interessanti prodotti.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2004:CHF 37,50
Stop-loss consigliato: CHF 32,25
Gaetano Gulinelli (Berlino) e Redazione (Francoforte) 9.00 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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