10 Titoli per il 2008 - Seconda Parte

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Foot Locker (US3448491049)
Foot Locker è la maggiore catena al mondo di abbigliamento sportivo. Il rallentamento della crescita negli USA ed il fallimento dell'acquisizione di Genesco hanno pesato nel 2007 notevolmente sul titolo. Nonostante la situazione presso Foot Locker dovrebbe rimanere nel breve termine difficile il suo titolo ci sembra essere un interessante investimento speculativo. Foot Locker è un marchio molto conosciuto, presenta una bassa valutazione in borsa e si trova in una solida posizione finanziaria. Malgrado il recente calo dei suoi utili Foot Locker continua a generare cash flow ed ha al netto nelle sue casse circa $3 per ogni sua azione. Il dividendo di $0,50 per azione (rendimento annuale attuale: 4,2%) sembra essere perciò sicuro. Il management di Foot Locker ha lanciato un programma di riassetto. Foot Locker chiuderà, tra l'altro, le sue filiali meno profittabili, smaltirà le sue scorte di magazzino e migliorerà la diversificazione dei suoi prodotti. In caso questi provvedimenti dovessero aver successo il titolo di Foot Locker potrebbe apprezzarsi sensibilmente dagli attuali livelli nel corso dell'anno. Foot Locker potrebbe divenire inoltre obiettivo di un takeover se la situazione sul mercato del credito dovesse migliorare. Lo scorso anno si è speculato più volte su un possibile buyout dell'impresa newyorkese. La stessa Foot Locker ha comunicato lo scorso agosto di aver incaricato Lehman Brothers di studiare delle alternative strategiche, incluse anche delle possibili offerte da parte di fondi di private equity. I recenti acquisti da parte di alcuni insider potrebbero infine indicare che il peggio è ormai passato e che gli affari di Foot Locker potrebbero presto registrare una ripresa. Alla fine dello scorso novembre Matthew D. Serra, CEO e Chairman di Foot Locker, ha acquistato 100.000 titoli per circa $1,3 milioni a $12,70 - 12,78 per azione. Oltre Serra altri tre top manager di Foot Locker hanno acquistato tra il 27 novembre ed il 3 dicembre azioni dell'azienda per cui lavorano. Da notare è che si è trattato dei primi acquisti da parte di insider di Foot Locker da più di due anni.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: $13,66
Stop-loss consigliato: $11,15

Forest Laboratories
(US3458381064)
Il settore statunitense dell'industria farmaceutica ha registrato anche nel 2007 una debole performance. Gli investitori temono che le imprese farmaceutiche statunitensi non possano riuscire a compensare la futura scadenza dei brevetti dei loro più importanti prodotti con dei nuovi farmaci. Sul comparto pesa inoltre da anni la crescente concorrenza da parte dei produttori di generici. Anche il titolo di Forest Laboratories ha sofferto ultimamente per questi motivi. I periodi di protezione dei brevetti sul Namenda e sul Lexapro, i due principali farmaci di Forest Laboratories, scadranno rispettivamente nel 2010 e nel 2012. Alcuni produttori di generici stanno già tentando di accedere al Namenda, un farmaco per il trattamento della malattia di Alzheimer, prima della scadenza del suo brevetto, attraverso la procedura nota come “Paragraph IV". Nonostante ciò le recenti perdite del titolo ci sembrano essere state esagerate, i rischi dovrebbero essere in gran parte scontati. Forest Laboratories presenta al momento un'appetibile valutazione. In virtù di un p/u pari a 11,5 il titolo quota con un chiaro sconto rispetto all'intero settore. A nostro avviso il mercato si sta inoltre concentrando eccessivamente sulle notizie negative e trascurando del tutto quelle positive. Lo scorso 18 dicembre la FDA (Food and Drug Administration, l'ente statunitense che regola la commercializzazione di farmaci) ha approvato il Nebivololo (anche noto come Bystolic), un farmaco per la cura dell'ipertensione arteriosa che si trova in commercio già in più di 50 paesi. Forest Laboratories, che ha acquistato da Mylan i diritti sul Nebivololo per gli USA ed il Canada nel gennaio 2006, dovrebbe lanciare il prodotto sul mercato statunitense già questo mese. Il nebivololo, che appartiene alla classe dei beta bloccanti, ha mostrato finora di avere la stessa efficacia nel ridurre i valori di pressione arteriosa rispetto alle altre classi di farmaci comunemente usati in questa patologia, ma con evidenti vantaggi di tollerabilità. Il farmaco viene assunto una volta al giorno e può venir utilizzato con altri prodotti anti-ipertensione. Sempre lo scorso dicembre Forest Laboratories ha presentato alla FDA la domanda per l'approvazione del Milnacipran. Questo farmaco, sviluppato insieme a Cypress Bioscience, ha raggiunto nelle fasi di sperimentazione dei risultati estremamente promettenti nel trattamento della fibromialgia. Nel 2008 potrebbero arrivare delle ulteriori notizie positive dalla pipeline di prodotti in via di sviluppo di Forest Laboratories. L'impresa con sede a New York dispone inoltre nelle sue casse al netto di più di $2 miliardi e genera all'anno un cash flow di circa $1 miliardo. Forest Laboratories ha quindi delle ampie possibilità finanziarie per investire ulteriormente nello sviluppo di ulteriori nuovi prodotti, nell'acquisizione di brevetti e per continuare a riacquistare proprie azioni. In virtù della sua bassa valutazione, della sua promettente catena di farmaci in via di sviluppo e della sua solida posizione finanziaria Forest Laboratories rappresenta infine un potenziale obiettivo di takeover.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: $36,45
Stop-loss consigliato: $31,00

Reynolds American (US7616951056)
L'industria del tabacco è un settore che viene poco penalizzato da un rallentamento economico e che sovraperforma d'abitudine in borsa il resto del mercato in periodi di crisi. Per questo motivo gli investitori dovrebbero avere a nostro avviso, almeno nel breve termine, un titolo di un produttore di sigarette nel loro portafoglio. Il nostro favorito nel settore per il 2008 è Reynolds American, l'impresa madre di R.J. Reynolds Tobacco Company, il secondo produttore statunitense di sigarette. La nostra scelta è caduta su Reynolds American in primo luogo a causa della sua valutazione. In virtù di un p/u per il 2008 pari a 13,5 Reynolds American quota infatti al momento a sconto rispetto ai titoli delle concorrenti e ciò nonostante il suo rendimento da dividendo (al momento del 5,2%) sia nettamente superiore a quello della media settoriale. L'impresa, che è tra l'altro proprietaria dei marchi Camel, Winston e Salem, dispone inoltre di interessanti prospettive di crescita. Reynolds American si trova soprattutto in un'ottima posizione nel cosiddetto segmento del tabacco "smokeless", cioè del tabacco che non produce "fumo". I prodotti al tabacco da mastico e da fiuto stanno vivendo un boom negli USA. Reynolds American è stata la prima delle grandi multinazionali a puntare con decisione su questo mercato acquistando nel maggio del 2006 per $3,5 miliardi Conwood, la seconda impresa di prodotti di tabacco "smokeless" degli USA. L'operazione si è rivelata essere estremamente vantaggiosa per Reynolds American. La crescita di Conwood ha infatti accelerato durante gli scorsi trimestri e sostenuto i risultati dell'impresa madre. Nel terzo trimestre dello scorso anno l'utile operativo ed i volumi di Conwood sono aumentati da anno ad anno rispettivamente del 18,4% e del 12,3%. Conwood è riuscita inoltre a guadagnare delle ulteriori quote di mercato grazie al successo dei prodotti del suo marchio Grizzly. A nostro avviso Reynolds American dovrebbe continuare a beneficiare di una forte crescita presso la sua sussidiaria. I prodotti "smokeless" dovrebbero infatti diffondersi sempre più tra i consumatori a causa delle crescenti restrizioni al fumo da parte delle autorità pubbliche e perchè comportano dei rischi minori per la salute rispetto al consumo di sigarette. Grazie all'ottima posizione di mercato di Conwood nel segmento "smokeless" Reynolds American dovrebbe anche venir penalizzata meno della maggior parte delle concorrenti da un eventuale ulteriore calo delle vendite di sigarette negli USA.
Ultimo prezzo di chiusura nel 2007: $65,96
Stop-loss consigliato: $57,80

I profili degli altri titolo verranno pubblicati nei prossimi giorni.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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