Speciale Sudafrica

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Dalla Newsletter di Borsainside del 07.06.2010:

Venerdì prossimo inizia il Campionato Mondiale di Calcio in Sudafrica. Borsainside approfitta dell'evento per presentare ai suoi lettori alcune opportunità d'investimento nel Paese africano.
Chiunque intenda investire in Africa non può fare a meno di guardare al Sudafrica. Il Paese produce da solo oltre un quarto del reddito continentale, più di due terzi del valore di borsa delle imprese del Continente Nero è sudafricano. La capitalizzazione del Sudafrica è ben dodici volte superiore a quella dell'Egitto, il secondo mercato azionario dell'Africa. Questi dati indicano che non si può paragorare il Sudafrica con il resto del Continente. Il grande vantaggio del Sudafrica è che è molto più integrato degli altri Paesi africani nell'economia mondiale. Soprattutto le grandi aziende sudafricane sono attive a livello globale.
La crisi ha colpito anche il Sudafrica. Il Paese che ospiterà i prossimi Mondiali di Calcio è entrato nel primo trimestre del 2009 per la prima dopo diciassette anni in una recessione. Il Sudafrica è tornato però velocemente a crescere. Il PIL del Sudafrica è cresciuto, sequenzialmente, nel quarto trimestre del 2009 del 3,2% (-1,4% su base annuale) e nel primo trimestre di quest'anno del 4,6% (+1,6% su base annuale). Gli economisti avevano atteso una crescita di solo il 4,3%. Il Fondo Monetario Internazionale (abbr. FMI) ha di recente segnalato che potrebbe alzare le sue stime sul PIL del Sudafrica nel 2010 da +2,6% a +3,0%. La Banca Centrale del Sudafrica si attende da parte sua per quest'anno una crescita del 2,7% e per il prossimo del 3,6%. Lo scorso anno il PIL del Sudafrica aveva registrato un declino dell'1,8%.
La recente correzione delle borse non ha risparmiato anche il mercato azionario sudafricano. Dall'inizio di maggio il principale indice della borsa di Johannesburg, il FTSE/ JSE Top 40, in cui "dominano" i titoli minerari, ha perso il 7,9% (-5,6% dall'inizio dell'anno). Il p/u del listino sudafricano è ora pari a 11, il valore corrisponde quasi alla media storica di lungo termine. Per il 2010 gli analisti prevedono una crescita degli utili del 15%. Se l'apprezzamento del rand dovesse rimanere contenuto ci sono delle buone possibilità per delle sorprese positive.
Le imprese che sono attive anche al di fuori del Sudafrica hanno spesso le migliori prospettive di crescita e dovrebbero venir seguite in particolar modo dagli investitori. L'operatore di telefonia mobile MTN (ZAE000042164) ha già più clienti in Nigeria che sul mercato domestico. MTN è inoltre il numero uno nel Camerun, nella Costa d'Avorio, nel Ghana e nell'Uganda. In questi paesi il tasso di penetrazione dei servizi di telefonia mobile è ancora basso. Per esempio solo il 35% dei 140 milioni degli abitanti della Nigeria telefona con un cellulare. Nei prossimi quattro anni la quota dovrebbe aumentare fino al 70%. MTN presenta una moderata valutazione e vuole espandere ulteriormente. MTN sta cercando di acquistare le attività della rivale Orascom Telecom (EGS74081C018) in Algeria. Il mercato algerino è particolarmente promettente in virtù dell'esistenza di un vasto ceto medio. L'operazione permetterebbe a MTN di mettere piede nell'Africa settentrionale, un passo che molti analisti ritengono necessario dal punto di vista strategico.
Come gli operatori telefonici anche le banche rappresentano una scomessa su un aumento del benessere in Africa. Standard Bank (ZAE000109815) è presente in 18 Paesi africani e si trova in una solida posizione non solo nel Sudafrica ma anche in Nigeria e in Uganda. La maggiora banca dell'Africa non è stata colpita direttamente dalla tempesta scatenata dal collasso del mercato dei mutui subprime ed è riuscita a rimanere profittevole anche durante la crisi. Standard Bank intende rafforzare ulteriormente le sue attività in Africa. Nell'ottobre del 2007 Industrial and Commercial Bank (CN000A0LB42), la prima banca cinese, ha acquistato circa il 20% di Standard Bank. La divisione del corportate banking di Standard Bank potrebbe perciò trarre vantaggio dalle mire espansive delle aziende cinesi nel continente Africano.
Anche Naspers (ZAE000015889), il maggiore gruppo africano del settore dei media, coltiva degli stretti rapporti con la Cina. Naspers controlla infatti il 35% di Tencent (KYG875721485), la prima impresa cinese Internet per capitalizzazione di borsa. Tencent influenza sensibilmente il corso delle azioni dell'impresa madre sudafricana ma è solo una delle tante sussidiarie Internet di Naspers a livello globale. Nasper controlla, per esempio, anche il 39% della russa Mail.ru e il 91% dela brasiliana BuscaPé. Naspers genera la sua maggior parte dei ricavi con la Pay-TV. Le difficoltà di una rivale hanno spinto di recente gli affari di Naspers nel segmento. Naspers è inoltre il maggiore editore dell'Africa. Al gruppo appartengono più di cento giornali e riviste. Per quanto riguarda i prodotti stampanti in lingua afrikaans Naspers non ha quasi alcuna concorrenza. In virtù della sua eccellente posizione di mercato Naspers è sicuramente tra i maggiori beneficiari dei Mondiali di Calcio.
Un'altro gruppo che trae vantaggio dal principale evento sportivo dell'anno è Aveng (ZAE000111829), il numero uno del settore delle costruzioni in Africa per capitalizzazione di borsa. Aveng ha completato puntualmente i lavori di ristrutturazione e di ampliamento del Soccer City, lo stadio che ospiterà la partita di inaugurazione e la finale dei Mondiali. I grandi progetti per Aveng non sono però affatto finiti, anzi. Il Sudafrica vuole investire nei prossimi dieci anni circa €75 miliardi nelle sue infrastrutture. Il budget per i Mondiali di Calcio ha corrisposto appena al 10% di questa somma. Agli investimenti del Governo si aggiungeranno quelli delle imprese. Il gigante delle utilities Eskom, per esempio, che genera più del 40% dell'energia elettrica utilizzata in Africa, vuole accelerare il potenziamento delle sue reti. A differenza della rivale Murray & Roberts (ZAE000073441) Aveng si è concentrata durante gli scorsi anni maggiormente sull'Africa e meno sul Medio Oriente ed è per questo motivo poco esposta alla crisi di Dubai. Aveng presenta, in virtù di un p/u ad una cifra, una moderata valutazione.
Un investitore che sente parlare del Sudafrica pensa subito alle materie prime. L'attività mineraria e le industrie collegate rappresentano in effetti i settori più importanti dell'economia sudafricana. Il Sudafrica è di gran lunga il maggiore produttore al mondo di platino. Circa il 35% dell'intera produzione annuale del metallo prezioso deriva dalle miniere di Anglo Platinum (ZAE000013181). La multinazionale produce inoltre palladio, rodio, oro, rutenio, iridio e osmio. Il 2008 e il 2009 non sono stati degli anni molto felici per Anglo Platinum a causa della crisi del settore dell'industria automobilistica che ha condotto ad un calo della domanda di platino e palladio, utilizzati nei catalizzatori. Sugli affari di Anglo Platinum hanno pesato anche gli scioperi dei minatori e le frequenti interruzioni della corrente elettrica in Sudafrica. Anglo American dovrebbe registrare però quest'anno una forte crescita dei suoi utili. Il titolo è piuttosto volatile ed è adatto solo per coloro che si attendono un ulteriore apprezzamento dei metalli preziosi.
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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