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Fintech, sei mesi di rivoluzioni hanno preparato il mercato al futuro

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La tecnologia finanziaria ha subito una corposa accelerazione con il Covid: cambiamenti destinati, evidentemente, a durare nel tempo.

La Fintech negli ultimi sei mesi, in piena epoca pandemica, è diventata sempre più importante sia per i consumatori che per le imprese. L'inizio della pandemia da nuovo coronavirus e le misure di lockdown che sono state introdotte in buona parte del mondo hanno ad esempio costretto molti uffici e diverse filiali bancarie a chiudere, e ciò ha fatto sì che sia le società di servizi finanziari che i loro clienti si siano dovuti affidare a soluzioni digitali.

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Come ricordava il sito Raconteur.net, sulla base di un sondaggio condotto su oltre 2.000 persone in Gran Bretagna (ma, in sostanza, buona parte delle valutazioni possono essere replicate anche nel nostro Paese) il 66% delle persone ha utilizzato regolarmente la tecnologia finanziaria tra marzo e luglio 2020, con un aumento di oltre il 50% rispetto ai dati di utilizzo del 2019. Una tendenza che, sostengono gli esperti, dovrebbe proseguire anche nel prossimo futuro.

Stando alle valutazioni effettuate, infatti, COVID-19 accelererà notevolmente la cosiddetta "rivoluzione fintech", spingendo le aziende di servizi finanziari ad implementare tecnologie più sofisticate e, cosa importante, a migrare dai sistemi IT legacy alle piattaforme basate sul cloud. Allo stesso tempo, la pandemia sembra aver incoraggiato molti più consumatori e aziende a utilizzare soluzioni digitali al posto dei tradizionali processi offline, con una tendenza che non verrà invertita anche se il virus verrà messo sotto controllo nel medio termine.

Dopo tutto, chiunque si sia abituato a gestire le proprie relazioni finanziarie a distanza durante questo periodo, difficilmente avrà nuovamente voglia di rimettersi in fila presso gli sportelli bancari, preferendo invece accomodarsi su quella che è una “nuova normalità”.

Dal canto loro, per le banche lo spostamento della loro infrastruttura IT dai server locali al cloud consente di semplificare notevolmente i processi, e permette di avere accesso a una tecnologia evidentemente più scalabile, il che significa che è in grado di gestire periodi di forte domanda senza tempi di inattività.

Una volta completato questo primo passo – sostiene ancora l’approfondimento – diventerà molto più facile incorporare altri aspetti di fintech in una piattaforma cloud.

Finora, però, molte società finanziarie hanno adottato un approccio alquanto frammentario alla tecnologia finanziaria. Ciò è dovuto al fatto che le startup fintech sono prevalentemente focalizzate sulla soluzione di un singolo problema, sviluppando così i loro prodotti per fornire soluzioni specifiche a problemi specifici.

Anche questo approccio sta però cambiando, grazie anche alla possibilità di formare le giuste partnership per creare tecnologie che colleghino senza soluzione di continuità diversi conti, prodotti e servizi bancari. A tal fine, dunque, sembra che il lockdown abbia solo accelerato una tendenza che stava già prendendo slancio, con i clienti che si aspettano sempre di più dal digital banking.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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