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Voucher lavoro accessorio: cos'è? Come funziona? Come comunicare con l'INPS? Novità

voucher lavoro accessorio
voucher lavoro accessorio © iStockPhoto

Nuovi voucher lavoro: cosa cambia da quest’anno? Scoprilo in questa guida. Dettagli, Comunicazioni INPS Attivazione e riscossione

Sono in arrivo i nuovi voucher legati al lavoro occasionale sia per le famiglie sia anche per le imprese. Queste novità sono state introdotte con la Legge di Bilancio 2019 la quale ha previsto la reintroduzione dei voucher per il lavoro occasionale.

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Non tutti ricordano, ma la maggior parte sicuramente si, che i voucher erano stati aboliti nel 2017 dal Governo Gentiloni, nonstante siano stati introdotti dal Governo Renzi nelcon il Jobs Act. 

Oggi, invece, il “Decreto Dignità” su cui ruota gran parte della manovra economica dell’attuale Esecutivo, ha riportato in vita questo strumento, rottamato in precedenza.

Ma quali sono le novità e quali le differenze rispetto al passato? Soprattutto come dovrebbero funzionare? Vediamole di seguito.

Lavoro occasionale 2019: Voucher importo e vincoli

Una delle principali differenze inerenti ai buoni di lavoro per prestazioni occasionali rispetto al precedente meccanismo, riguarda le modalità di versamento dei pagamenti e alcuni piccoli adempimenti sia a carico del datore di lavoro sia anche a carico del lavoratore stesso.

L’importo di ogni voucher sarà pari a 12,41 euro per il datore di lavoro e non più 10.00 € come era in passato.

Al lavoratore verranno corrisposti 9 euro netti, per un valore complessivo che non potrà superare i 5000 euro annui.

Una mancata osservazione di questo tetto e il conseguente adempimento di legge, potrà comportare delle sanzioni amministrative e pecuniarie fino ad un massimo di 2500 euro.

Il compenso orario minimo è di 9 euro netti (12,37 euro lordi) e non può essere inferiore a 36 euro per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell'arco della giornata.

Trattamento Iva: cosa cambia con i nuovi voucher

Il riferimento normativo valido per tutti i Paesi dell’UE, prevede che il trattamento Iva collegato ai buoni di lavoro, deve rispettare quanto stabilito dalla Direttiva Comunitaria 2006/112/CE, integrata nel 2016 dal Capo V, Titolo III.

La novità rispetto al passato prevista dalla nuova normativa individua ben tre tipologie differenti di voucher. Si deve dunque prestare attenzione alle caratteristiche del buono al fine di capire quando è dovuta l’Iva.

A tal proposito devono essere tenute presenti le seguenti istruzioni:

  • Corrispettivo: accettato a fronte di una cessione di beni e servizi, soggetti ad Iva quando emessi;
  • Corrispettivo monouso: nel caso in cui sono già noti sia il luogo in cui la prestazione viene svolta sia la disciplina dell’Iva applicabile;
  • Corrispettivo multiuso: nel caso in cui non è possibile conoscere a priori il tipo di prestazione e il trattamento Iva. In questo caso l’Iva viene corrisposta solo al momento dell’utilizzo.

In Italia, la normativa che recepisce le indicazioni della Direttiva UE è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 28 Dicembre 2018 con il Decreto Legislativo 141/2018.

Vaucher lavoro accessio: comunicazione INPS - accesso servizi 

Il servizio accesso ai servizi per il lavoro accessorio consente agli utenti di effettuare:

  • la registrazione per le prestazioni occasionali accessorie;
  • l'attivazione dei voucher acquistati presso INPS e presso gli sportelli postali;
  • l'utilizzo dei voucher acquistati dai tabaccai e dagli sportelli bancari;
  • la visualizzazione delle prestazioni effettuate;
  • la creazione di nuove prestazioni.

Grazie a questo servizio è possibile anche consultare i manuali per l'utilizzo delle procedure.

E’ con dell’entrata in vigore del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, inerente a Disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti, che da giorno 18 marzo 2017 non è stato più possibile acquistare voucher. Oggi con la legge di stabilità 2019 sono stati reintrodotti come visto in precedenza.

Il servizio è dedicato a tutte le imprese e famiglie e coinvolge tutte le seguenti categorie:

  • prestatori di lavoro accessorio (lavoratori);
  • committenti (datori di lavoro);
  • consulenti di associazioni di categoria e loro delegati;
  • possessori di voucher.

È possibile accedere al servizio autenticandosi con il codice fiscale e il codice PIN o SPID.

Lavoro accessorio 2019: limite Voucher

Esistono dei limiti e dei divieti nell’utilizzo dei Voucher che devono essere rispettati. Essi sono:

  • l’utilizzatore non può acquisire prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa;
  • le imprese agricole possono utilizzare questi contratti solo se si tratta di studenti under25, pensionati, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito non iscritti nell'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli (condizione da autocertificare, da parte del prestatore, al momento della registrazione alla piattaforma informatica);
  • non possono essere utilizzati dalle imprese dell'edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • è vietato l’utilizzo nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi.

Secondo quanto disposto dalle nuove disposizioni sono previste delle sanzioni per il non rispetto delle regole. Esse se non rispettate farebbero incorrere il trasgressore ad un’ammenda di 2.500 euro.

Voucher lavoro accessorio per famiglie e imprese

Secondo quanto riportato dalla legge approvata in Senato si individuano delle nuove formule di voucher di lavoro anche per le famiglie e le imprese. In primis verranno convogliati all’interno del Libretto Famiglia Voucher Inps. Le imprese, invece devono seguire la procedura denominata PrestO voucher prestazione occasionale.

I buoni potranno essere richiesti online direttamente sul sito dell’INPS previa registrazione.

Tutti i datori di lavoro dovranno effettuare un versamento tramite F24 prima che il buono venga scaricato. Questo vuol dire per il lavoratore essere pagato entro il 15 del mese successivo.

La comunicazione di inizio attività spetta ai due soggetti:

  • Lavoratore: il quale deve effettuare la denuncia di inizio attività lavorativa (almeno un’ora prima);
  • Datore di lavoro: il quale dovrà indicare tutti i dati anagrafici, la tipologia di attività svolta e la retribuzione prevista.

La norma distingue il Libretto Famiglia dai contratti di prestazione occasionale.

Lavoro accessorio: cos'è il libretto di famiglia

Il Libretto di famiglia nasce al fine di affrontare alcune esigenze quotidiane che sono estranee all'esercizio dell’attività professionale o dell’impresa. Il suo acquisto viene riservato esclusivamente alle persone fisiche.

Nello specifico, il libretto di famiglia riguarda tutti i piccoli lavori domestici come:

  • Giardinaggio;
  • Pulizia;
  • Manutenzione;
  • l’assistenza domiciliare:
    • bambini;
    • persone anziane;
    • ammalate;
    • con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.

Secondo quanto disposto dall'articolo 54 bis, come modificato dal comma 368 dell'art. 1, legge n. 205/2017, anche le società sportive possono ricorrere al cd. Libretto Famiglia al fine di retribuire le attività occasionali svolte da ciascun prestatore "steward" all’interno degli impianti sportivi. Anche in questo caso vi è un limite da rispettare pari a 5.000 euro l’anno per ciascun prestatore.

Il Libretto lo si potrà comprare tramite la piattaforma INPS e contiene al suo interno dei titoli di pagamento pari al valore di 10 euro lordi (8 euro netti) comprensivi della contribuzione assicurativa e previdenziale alla gestione separata INPS e dei costi di gestione.

Grazie ai canali telematici messi a disposizione dall'Istituto, il soggetto utilizzatore deve sempre comunicare i seguenti elementi:

  • dati del prestatore;
  • compenso;
  • luogo di lavoro;
  • durata delle attività che andrà a svolgere;

questi dati devono essere comunicati entro il 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione.

Anche il prestatore riceverà contestualmente una notifica tramite SMS o posta elettronica.

La registrazione presso la piattaforma dell’INPS, insieme agli adempimenti correlati, possono essere svolti anche per mezzo degli intermediari abilitati o patronati.

I contratti di prestazione occasionale si caratterizzano anche per la modalità di attivazione e gestione semplificata, ovvero interamente telematica che viene svolta attraverso la piattaforma INPS, garantendo al contempo la loro piena tracciabilità.

Come utilizzare la piattaforma "PrestO"

Tutti coloro che sono prestatori e utilizzatori della piattaforma devono effettuare la registrazione su: www.inps.it

In fase di registrazione devono essere fornite tutte le informazioni identificative necessarie per la gestione del rapporto di lavoro e dei connessi adempimenti contributivi.

Al momento della registrazione tutti gli utilizzatori dovranno scegliere se accedere al Libretto Famiglia o al Contratto per prestazioni occasionali. Se si opta per quest’ultimo si deve anche specificare l’azienda, se:

  • Pubblica Amministrazione;
  • Impresa agricola;
  • Altra tipologia di utilizzatore.

Tutti i prestatori dovranno porre una particolare attenzione nell’indicare l’Iban del:

  • conto corrente bancario/postale;
  • libretto postale;
  • carta di credito, ecc.;

sulla quale l’Istituto provvederà ad erogare il compenso pattuito, secondo quelle che sono le tempistiche previste dalla norma.

Solo in caso di mancata indicazione dell’Iban, l’INPS potrà provvedere all’erogazione del compenso mediante bonifico bancario domiciliato presso gli uffici della società Poste Italiane S.p.A. con una trattenuta di € 2,60.

Voucher pensionati e giovani: liimite committenti

Se effettui lavori di collaborazione accessoria, devi sapere che la totalità dei redditi non deve superare i 7.000 euro netti annui e deve essere calcolata a partire dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2019.

Il reddito lordo che non devi superare é pari a 9.333 euro annui. Questo limite prende in considerazione la totalità dei committenti (datori di lavoro) e non al singolo committente.

Voucher 2019 Pubblico Impiego

Possono altresì ricorrere al lavoro accessorio le aziende private e le pubblica amministrazione, ma sempre rispettando i limiti imposto. 

Lavoro accessorio esempio

Se guadagni 4.000 euro da un datore di lavoro (committente) e a questo primo incasso si aggiunge un secondo lavoro retribuito con 5.000 euro, allora la tua prestazione é di tipo accessorio.

Se invece guadagni 3.000 da uno, 4.000 euro da un altro e 5.000 euro da un altro, in totale hai accumulato 12.000 euro e il lavoro non potrà essere considerato come prestazione occasionale.

Vi è poi un altro limite da rispettare; se il committente é un’impresa o un libero professionista, la prestazione non deve superare i 2.000 euro netti annui.

Nota bene: È il datore di lavoro che deve verificare che detti limiti non siano superati.

Come Acquisto i voucher INPS?

Il lavoro accessorio viene pagato con i cosiddetti voucher, ovvero i buoni lavoro che comprendono:

  • retribuzione;
  • contributi INPS;
  • assicurazione INAIL.

Il denaro percepito con i voucher non è tassato in quanto il lavoro accessorio é esente da qualsiasi imposta.

I buoni possono essere acquistati:

  • Sul sito INPS;
  • Presso gli uffici INPS;
  • Presso gli uffici postali abilitati (questa modalità di acquisto però, é disponibile solo per il servizio di baby sitting e non per altre tipologie di prestazione);
  • Presso banche o tabaccai convenzionati.

Attivazione voucher: come attivare i buoni accessorio?

Una volta acquistati, il datore di lavoro deve comunicare l’inizio della collaborazione alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL). La comunicazione può essere fatta:

  • Online;
  • Tramite SMS;
  • Tramite e-mail.

E’ sempre il committente che deve comunicare l’inizio del lavoro anche all’INPS.

Voucher INPS: come vengono pagati?

Come incassare i voucher INPS?

Scegliendo una delle seguenti modalità:

  • Se hai ricevuto un voucher comprato presso gli uffici INPS o postali puoi riscuoterlo in qualsiasi ufficio postale;
  • Se hai ricevuto un voucher ‘telematico’ puoi riscuoterlo tramite l’INPSCard oppure tramite bonifico indirizzo a tuo nome alla Posta;
  • Se hai ricevuto un voucher comprato presso una tabaccheria puoi riscuoterlo in una qualsiasi tabaccheria;
  • Se hai ricevuto un voucher comprato presso una banca puoi riscuoterlo solo dallo stesso circuito bancario.

Voucher: novità e differenza tra vecchi e nuovi

A questo punto non ci resta che analizzare quelle che sono le novità 2019 per i Voucher tralasciando il confronto con la vecchia normativa, considerando anche che non potrà comunque essere utilizzata. Al momento si sottolineano poche restrizioni.

Ad esempio, i compensi da lavoro occasionale accessorio, devono rispettare questi tre vincoli:

  • il prestatore non può ricevere più di 5.000 euro per anno civile dal complesso dei committenti;
  • il committente non può erogare più di 5.000 euro per anno civile al complesso dei prestatori di cui si avvale;
  • il prestatore non può ricevere più di 2.500 euro per anno civile dallo stesso committente.
  • Al superamento del limite annuale di 280 ore di lavoro e/o del limite annuale di 2.500 euro nel rapporto tra prestatore e singolo committente, il rapporto di lavoro si trasforma a tempo pieno e indeterminato.

La norma imposta dal 2019 prevede al momento il divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale per:

  • imprese con oltre 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • imprese attive in edilizia, escavazione, lavorazione lapidei, estrazione in miniere, cave, torbiere;
  • imprese esecutrici di appalti di opere e servizi.

Sono anche esclusi dall’utilizzo dei voucher 2019 le imprese del settore agricolo, salvo pensionati, disoccupati, studenti e percettori di prestazioni integrative del salario.

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Tommaso Piccinni ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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