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Posso andare in pensione con Quota 100 e 39 anni di contributi? Come viene calcolato l’assegno?

Pensione quota 100
Pensione quota 100

Andare in pensione con Quota 100 è possibile anche con il ricalcolo dei contributi. La riforma pensione temporanea permette anche di accedere a questa categoria da un precedente sistema di riforme pensioni.

Sono in tanti coloro che si pongono questa domanda; in tanti si sono posti l’interrogativo se possono andare in pensione con quota 100 e 39 anni di contribuiti.

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Come sempre, quanto parliamo di riforma pensioni dobbiamo prendere in considerazione alcuni elementi importanti come ad esempio l’età anagrafica che è un elemento molto importante.

Nel momento in cui si possiedono tutti i requisiti, si deve poi procedere oltre, ovvero si deve cercare di capire su quanto anni viene calcolata la pensione con la quota 100.

Il procedimenti si complica nel momento in cui si è già aderiti ad una delle precedenti riforme pensioni, come ad esempio l’ape social. In questo caso si potrebbe optare per andare in pensione con Quota 100 rinunciando all’Ape social.

Come detto in precedenza, supponiamo di possedere 39 anni di contributi. Per andare in pensione bastano 65 anni come età anagrafica.

Per andare in pensione con quota 100 e con età anagrafica di 67 anni, si potrebbe optare anche per rinunciare all’ape social. Se già si percepisce un assegno calcolato sulla base della precedente riforma e si vuole passare a quota 100, l’assegno pensionistico dovrà essere ricalcolato.

Questo in breve deve essere ricalcolato mediatamente montante contributivo.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che nel momento di travaso da un sistema all’altro, la pensione verrà ricalcolata. Essa prevede come sempre 13 mensilità, ma si baserà sugli effettivi contributi versati nel corso della vita lavorativa, ovvero 39 anni di contributi.

Nota bene!

Non si deve attendere il compimento dei 67 anni per ottenere un assegno pensionistico rivalutato; per accedere a quota 100 è richiesto il requisito minimo di 38 anni di contributi e tale assegno non tiene conto degli anni di contributi su cui sarà calcolato l’assegno pensionistico.

Quota 100, in breve, come tutte le altre misure pensionistiche, valorizza i contributi versati (in toto) e non solo quelli minimi richiesti per l’accesso.

Nel caso di passaggio, dal sistema pensionistico Ape sociale, al sistema pensionistico Quota 100, si avrà da subito un assegno pensionistico ricalcolato sui 39 anni di contribuzione effettivi.

L’unico limite attuale esistente è quello legato all’importo, che prevede fino al compimento dei 67 anni, il divieto di cumulo tra redditi da pensione e redditi da lavoro.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che se si vuole proseguire la propria carriera lavorativa, lo si potrà fare solo dopo il compimento dei 67 anni, a meno che non si opti per svolgere lavori autonomi in forma occasionale.

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Tommaso Piccinni ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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