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Bomba sulle Pensioni: INPS e rischio fallimento. Cosa succede per Quota 100, Quota 41 e Riforma Fornero?

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Pensioni New © iStockPhoto

Cosa sta succedendo alle riforme pensioni? cosa ne sarà di Quota 100 e di Quota 41 per tutti? Oggi si parla di una bomba sull'INPS pronta ad esplodere se non si trovano i fondi. come agirà il MEF?

In merito al susseguirsi di tante e tante riforme sulle pensioni, le ultime sulle pensioni parlano di una possibile bolla pronta a scoppiare. Cosa svuol dire questo?

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Molti analisti sostengono che la pensione tra 20 anni non potrà essere erogata per via della spesa previdenziale che rischia di non essere più sostenibile da aprte dell’INPS.

Sarà vero questo? Se sì, perché?

all’interno di quanto riportano i bilanci dell’Istituto si legge chiaramente che vi è il rischio serio e concreto che lo stesso ente possa fallire. Da diverso tempo se ne è parlato ma ancora oggi nessuno ha preso dei seri provvedimenti. La bomba, a detta del presidente dell’INPS è già stata attivata e potrebbe esplodere tra massimo 20 anni.

Riforma Pensioni: perché si parla di “bomba” Inps pronta ad esplodere?

Si parla di una bomba pronta ad esplodere, in quanto le diverse riforme pensioni che sono state fatte nel corso del tempo, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione legata alle già precarie condizioni delle casse dell’ente.

Il colpo di grazia sicuramente lo si è avuto con l’ingresso dell’INPDAP all’interno dell’INPS. Questi susseguirsi di eventi hanno portato alla distruzione dell’INPS e allo stesso tempo al procurato allarme di una possibile esplosione. Oggi sono allarmati non solo i pensionati, dai quali dipendono i loro stipendi, ma anche i lavoratori di oggi che domani saranno pensionati.

Il primo a darne l’annuncio è stato Il Sole 24 Ore, il quale, analizzando e riportando i dati in possesso dell’Inps, si prevedono delle stime tutt’altro che positive. Certamente alcuni dati sono positivi, come quelli riportati in merito ai risparmi di Quota 100, ma questi non bastano.

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Molti sono i cittadini che infatti hanno tirato un sospiro di sollievo per la riforma sulle pensioni anticipate pubblicati dall’Inps in questi giorni. Esse lasciano ben sperare. Allo stesso tempo, però, vi è il rischio concreto che nei prossimi anni tutto il sistema previdenziale non è più sostenibile.

Si parla di una bomba che è pronta ad esplodere, con il Governo che dovrà fare sicuramente qualcosa per non rischiare la bancarotta. Infatti potremmo arrivare tra qualche anno a non poter più accedere alla pensione in quanto non sono più sostenibili per tutto il bilancio statale.

Oggi il Fpld acronimo di Fondo pensioni lavoratori dipendenti, rappresenta il 45% dell’intera spesa pensionistica. Esso conta ben 8,6 milioni di pensioni, per un valore medio di 14.700€ lordi l’anno. Si tratta certamente di numeri destinati a crescere nel corso di questi anni con una spesa complessiva che al omento tocca i 143 miliardi di euro.

Già da oggi ci sono dei seri problemi con il pagamento delle pensioni e con la sostenibilità per esse derivante dalle spese pensionistiche, con l’Unione Europea che più volte ha fatto appello agli Stati affinché possano realizzare una riforma che sia tale da abbassare i costi. Al momento però non ve ne sono. Si prevede dunque che tra 20 anni la situazione sarà peggiore di quella di adesso.

Infatti, nel 2039, le pensioni in pagamento potrebbero essere (secondo le stime effettuate dall’Inps stessa) circa 9 milioni e 300 mila. Questo equivale ad un incremento del 7%. Si parla non di pensioni d’oro ma di pensioni sotto la soglia dei 27mila euro lordi, e per altro quasi il doppio di quanto riconosciuto oggi.

Certamente l’aumento dei pensionati e la crescita degli importi porterà ad un incremento dell’intera spesa, la quale sarà destinata a toccare quota 297 miliardi di euro. Si tratta di stime effettuate su dati passati, ovvero su dati che prendono come punto di riferimento il 2017 e come tale non tengono conto di Quota 100 e non tengono conto di altre misure importanti come le misure di flessibilità.

Infine c’è il rischio concreto che la realtà possa essere persino più preoccupante di quella ipotizzata oggi.

Perché la spesa per le pensioni aumenterà così tanto?

L’aumento della spesa per le pensioni deriva dall’aumento della domanda di soggetti che vogliono andare in pensione. Da diverso tempo la stessa UE mette in allarme l’Italia su quanto sta per succedendo soprattutto in merito al debito pubblico aggravato ulteriormente dalla spesa delle pensioni.

L’Inps secondo quanto riporta all’interno dei bilanci, conferma quanto sta per accadere con un aumento considerevole della spesa previdenziale del medio periodo.

Si tratta certamente di una bomba pronta ad esplodere se si continua su questa strada; per altro le motivazioni sono differenti; si parla di motivi diversi, ma sicuramente il più importante riguarda il ritiro dal mercato del lavoro di coloro nati nel periodo dei baby boomers.

Questo vuol dire che ci sarà a breve un aumento del numero dei pensionati e quindi una aumento della spesa previdenziale. Proprio per limitare questa emorragia di capitali e per rimediare in parte al debito pubblico, che venne attuata la riforma Fornero del 2011. Oggi invece si parla di Quota 100 e Quota 41 per tutti i lavoratori.

Ma cosa succederà con la presente riforma pensione?

Certamente si rischia di rimettere tutto in discussione con un aumento di pensionati persino superiore a quello stimato dall’Istituto. Ad oggi, l’INPS prevede che circa 20 anni ci saranno 5 milioni di pensionati in più.

Questo vuol dire che non ci si deve solo preoccupare delle spese e delle pensioni, ma anche di un costo alto dell’INPS che prevede per altro minori entrate derivante dal fatto che la popolazione in età di lavoro con età compresa tra i 15 e i 64 anni diminuirà di circa 5 milioni di unità.

Il problema a cui andremo incontro non è tanto quello legato alle ultime riforme delle pensioni, quanto piuttosto quello legato ad altri fattori come la crisi macroeconomica che ha portato ad una minore produttività, ed il peggioramento del quadro demografico.

Analizzando questi dati è possibile notare come il tutto è preoccupante in quanto ci sono delle variabili complicate da stimare e come tale ci saranno delle difficoltà maggior a trovare una soluzione.

Certamente sarà compito del residente dell’INPS stilare i Bilanci e il MEF trovare al soluzione ideale alla copertura se non si vuole rischiare davvero che la bomba sulle pensioni esploda.

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Tommaso Piccinni ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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