Bonus benzina da 200 euro. Ecco come funziona e come fare domanda per averlo

Per contrastare i pesanti rincari sui prodotti energetici, ed in particolare per ridurre il peso sul portafogli degli italiani degli aumenti sul prezzo dei carburanti, il governo di Mario Draghi ha inserito nel decreto Energia emanato nei giorni scorsi un bonus Benzina fino a 200 euro.

Col decreto Energia arriva il bonus Benzina da 200 euro

Il bonus Benzina inserito nel decreto Energia è in realtà un’esenzione di cui potranno beneficiare le imprese che erogano ai propri lavoratori dei buoni benzina. Si tratta di quei buoni che vengono generalmente riconosciuti ai dipendenti che per il lavoro che svolgono utilizzano un mezzo di trasporto e che pertanto sostengono mensilmente delle spese legate al costo del carburante.

Con il decreto Energia quindi il governo Draghi ha introdotto questo bonus Benzina sotto forma di esenzione fino ad un importo massimo di 200 euro su base annua, sui buoni benzina forniti ai dipendenti.

Il bonus quindi non può essere richiesto dal dipendente o in generale dai cittadini che intendono beneficiare di sconti sul costo del carburante, bensì dalle imprese che già erogano voucher benzina ai propri dipendenti.

Questi voucher vengono riconosciuti, è bene sottolinearlo, a titolo totalmente gratuito e non concorrono mai alla formazione del reddito del lavoratore.

Ricordiamo inoltre che il bonus benzina da 200 euro non è l’unico intervento del governo finalizzato alla riduzione dei costi del carburante, con lo stesso decreto Energia infatti arriva anche il taglio di 25 centesimi sul costo della benzina e del diesel direttamente alla pompa. Lo scopo di queste misure è quello di ridurre l’impatto del caro carburanti sulle tasche di famiglie, imprese e lavoratori italiani.

A chi spetta il bonus Benzina e come fare per ottenerlo

Il bonus benzina non è un contributo che spetta direttamente ai cittadini, ma si tratta come accennato di un’esenzione concessa alle imprese che forniscono ai propri dipendenti dei buoni benzina.

Sono quindi le aziende che, a fronte di questa agevolazione che prevede che l’importo dei voucher benzina sia completamente esentasse, offrono ai propri dipendenti i buoni benzina. Questo significa che per accedere al bonus, da parte del singolo lavoratore, non occorre presentare alcuna richiesta.

Allo stesso modo non vi sono requisiti o soglie di reddito da soddisfare, tuttavia si tratta di una misura che per le sue caratteristiche non è rivolta indistintamente a tutti i cittadini, bensì alle imprese e, indirettamente, ai lavoratori dipendenti che beneficiano di buoni carburante. Sono tra l’altro esclusi da questo bonus le partite Iva e i dipendenti pubblici.

Possono beneficiare del bonus benzina tutti i lavoratori, di qualsiasi categoria, indipendentemente dal reddito o dalla qualifica aziendale. Ne beneficiano infatti tutti quei dipendenti cui le aziende forniscono già per le caratteristiche del lavoro che svolgono dei voucher carburante.

Il governo di fatto azzera le tasse sul buono concesso al dipendente, in un modo simile a come avviene già ora con i cosiddetti “fringe benefit” che sono benefici accessori e secondari che sono stati potenziati nelle prime fasi dell’emergenza Covid-19 sia per intervento pubblico che privato da parte delle aziende.

Le altre misure nel decreto Energia per ridurre il costo dei carburanti

Nel decreto Energia, insieme al bonus Benzina da 200 euro sotto forma di esenzione a favore delle imprese, sulle tasse relative ai voucher carburante forniti ai propri dipendenti, troviamo anche la misura che abbassa il costo della benzina e del diesel di 25 centesimi al litro fino alla fine del mese di aprile.

Si tratta di una misura temporanea che serve ad attutire l’impatto dei vertiginosi aumenti sul costo del petrolio dovuti alle sanzioni contro Mosca ed in particolare all’ordine esecutivo con cui gli Usa vietano l’importazione di greggio dalla Russia.

Il taglio di 25 centesimi sul costo dei carburanti è reso possibile da una riduzione delle accise che, in Italia, pesano per circa il 55-57% del prezzo finale. Infatti il nostro Paese si trova nella top 15 mondiale dei Paesi con il più alto costo del carburante.

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