Decreto Aiuti: il bonus 200 euro per redditi fino a 35 mila euro sarà una tantum. Ecco a chi spetta e quando arriva

In questi giorni il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Aiuti ed Energia, e tra le misure in esso contenute, come accennato, vi è anche il bonus 200 euro per redditi fino a 35 mila euro.

Si tratta di un bonus che verrà erogato una tantum e che dovrebbe contribuire ad aiutare le famiglie con redditi più bassi, quelle che peraltro hanno tratto minor vantaggio dalla riforma dell’Irpef, ad affrontare i forti rincari sulle bollette di gas e luce, e più in generale l’impatto dell’inflazione con l’aumento dei prezzi generalizzato.

Decreto Aiuti, bonus da 200 euro invece di 1.223. Critiche da Confindustria

Tuttavia, quando manca ancora tutta una serie di informazioni riguardanti le modalità con cui il bonus verrà erogato e come fare richiesta, da Confindustria piovono già alcune critiche. Il governo “deve avere come stella polare la crescita” dice l’associazione degli industriali che chiede maggior sostegno ad economia, imprese e famiglie invece “continuiamo ad affrontare i temi più importanti con bonus e misure una tantum”.

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso del suo intervento di ieri all’assemblea di Federalimentare presso il Cibus di Parma, ha affermato: “noi abbiamo proposto degli interventi strutturali, come il taglio al cuneo fiscale e contributivo per 16 miliardi, perché riteniamo che sia il momento per intervenire in questo modo sui gap decennali del Paese”.

Bonomi ha quindi illustrato le basi della proposta di Confindustria, spiegando prima di tutto che il decreto Aiuti “convince per il tentativo di sburocratizzare e semplificare” ma non piace l’impostazione una tantum.

“La nostra proposta avrebbe messo nelle tasche dei lavoratori fino a 35 mila euro di reddito 1.223 euro, l’equivalente di una mensilità aggiuntiva, per tutta la vita lavorativa. Vedo che ora si distribuiranno 200 euro. Ne prendiamo atto”.

Contributo 200 euro redditi fino a 35 mila euro, le ultime novità

Sul bonus da 200 euro destinato ai redditi fino a 35 mila euro molti dettagli non sono ancora stati definiti. Sappiamo che il contributo raggiungerà una platea di 28 milioni di italiani, e che pensionati e lavoratori che rientrano nei requisiti di reddito previsti dalla normativa del decreto Aiuti l’erogazione sarà automatica.

“Sui pensionati non c’è molta difficoltà a capire come lo avranno” spiega infatti il presidente del Consiglio “mentre per i lavoratori dipendenti saranno i datori di lavoro ad erogarlo, che lo recupereranno al primo pagamento di imposta utile. Non è che anticipano e non lo vedono più o lo rivedono dopo un anno, ma vengono ristorati al primo pagamento utile”.

Resta da capire però come riceveranno il bonus da 200 euro le altre categorie di lavoratori, come gli autonomi o gli stagionali.

Quando verrà erogato il bonus da 200 euro una tantum?

Abbiamo detto che il contributo da 200 euro per redditi medio-bassi previsto dal testo del decreto Aiuti approvato in Cdm nei giorni scorsi sarà una tantum e che pensionati e lavoratori dipendenti (pubblici e privati) lo riceveranno automaticamente senza dover presentare domanda.

Si tratta di un bonus che di fatto somiglia molto a quello che il governo tedesco ha annunciato nelle scorse settimane, e anche in questo caso la platea dei beneficiari è quella dei redditi fino a 35 mila euro, con accredito diretto in busta paga o nel cedolino della pensione.

Per quanto riguarda i tempi, il bonus-contributo di 200 euro previsto dal decreto Aiuti potrebbe essere erogato già prima dell’estate. “Dipende dai tempi tecnici” ha spiegato il ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, il quale prevede l’erogazione con la pensione di luglio per i pensionati, mentre per i lavoratori dipendenti l’accredito dovrebbe essere con la busta paga di giugno o luglio.

Per il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si tratta di un ottimo risultato. Il ministro ritiene infatti che questa misura sia in grado di intervenire “sulle fasce più deboli di pensionati e lavoratori, riequilibrandoli rispetto allo choc che la crisi ha avuto e rispetto ai sovraprofitti”.

Come funziona il bonus da 200 euro e quali sono i nodi da sciogliere

Sul bonus-contributo 200 euro previsto dal decreto Aiuti abbiamo già una serie di informazioni che ci permettono di farci un’idea abbastanza chiara di come è strutturato. Abbiamo visto in sintesi che il contributo avrà le seguenti caratteristiche:

  • sarà una tantum
  • spetta a tutti i redditi fino a 35 mila euro
  • avrà un importo uguale per tutti di 200 euro
  • sarà erogato automaticamente a lavoratori e pensionati
  • dovrebbe essere erogato tra giugno e luglio

Il bonus di fatto è il primo intervento che dovrebbe andare a sostegno dei redditi medio-bassi e sarà uguale per tutti. Non sarà necessario presentare domanda in quanto l’erogazione sarà automatica quanto meno per lavoratori dipendenti e pensionati, e verrà riconosciuto una sola volta.

Resta da chiarire quali saranno le modalità per l’erogazione del bonus nel caso di stagionali e lavoratori autonomi. Nel caso degli stagionali in particolare, per via delle tempistiche, esiste il rischio che non possano beneficiare del bonus.

I sindacati evidenziano infatti che, come di consueto, occorre aprire un tavolo tecnico. È il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, a confermare a proposito delle modalità di erogazione del bonus 200 euro una tantum che per i dipendenti l’ipotesi è che “i datori di lavoro lo anticipino con le mensilità di giugno-luglio, portandolo poi in compensazione”, mentre per i pensionati “interviente direttamente l’Inps”. 

Resta da capire appunto come verrà erogato il bonus ai lavoratori autonomi. Tra le ipotesi che circolano in questo momento quella che occorra presentare richiesta attraverso i canali telematici, come accaduto già in precedenza nel pieno dell’emergenza Covid-19. All’epoca infatti per ottenere alcuni aiuti previsti dal decreto Sostegni era necessario presentare domanda dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

In quel caso il sistema rilasciava all’utente una ricevuta, dopodiché veniva effettuata una verifica della domanda e dei requisiti dell’istante, quindi arrivava l’ok al mandato di pagamento del contributo. Non è da escludere quindi che si finisca per utilizzare la stessa piattaforma visto che c’è già ed è funzionante.

Restano però solo ipotesi, motivo per cui il governo viene incalzato a fornire i dovuti chiarimenti. “Chiediamo al governo di chiarire al più presto le modalità e i tempi di erogazione degli aiuti per gli indipendenti” dicono dal Colap (Coordinamento Libere Associazioni Professionali). “Se è chiaro come riceveranno il bonus pensionati e dipendenti, non lo è per i lavoratori autonomi” evidenzia infatti Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap.

I lavoratori stagionali rischiano di perdere il bonus 200 euro?

I dubbi circa le modalità di accesso al bonus 200 euro del decreto Aiuti si infittiscono quando si parla dei lavoratori stagionali. Nel caso di questa categoria infatti vi è persino il dubbio che possa non esserci la possibilità di ricevere il contributo per via dei tempi tecnici.

D’altra parte la stagione estiva è alle porte, e se il bonus verrà erogato effettivamente tra maggio e giugno, per i lavoratori stagionali sarebbe troppo presto, e rischiano di rimanere tagliati fuori dal contributo una tantum. 

Il segretario generale Uila-Uil, Stegano Mantegazza sostiene che “la scelta di erogare questo importo con la busta paga di giugno risulta quanto mai opportuna per i lavoratori a tempo indeterminato” tuttavia “rischia invece di essere impraticabile per i lavoratori stagionali, in particolare quelli più precari come gli oltre 900 mila braccianti agricoli“.

“Per loro chiediamo al governo che l’erogazione avvenga con le modalità già definite in occasione dei bonus Covid” ha spiegato Mantegazza che spinge quindi per dare la possibilità di presentare domanda online tramite piattaforma dedicata.

“È l’unico modo certo per consentire ai lavoratori più precari e con i redditi più bassi di poter usufruire anch’essi di questo importante sostegno” ha quindi concluso il segretario generale Uila-Uil.

Bonus 200 euro una tantum “poca cosa” per Sinistra Italiana

Non ha riscosso particolare entusiasmo neppure in alcune formazioni politiche, la decisione del governo di Mario Draghi di introdurre un bonus una tantum da 200 euro, una misura ritenuta del tutto insufficiente ad esempio da Sinistra Italiana.

“Un bonus da 200 euro una tantum per redditi fino a 35 mila euro è poca cosa. Vanno via con una bolletta, o con un pieno e una spesa settimanale” ha infatti affermato il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

“Questa vicenda fa rabbia perché appena sei mesi fa il governo ha bruciato 7 miliardi di euro, per abbassare le tasse a chi guadagna dai 50 mila euro all’anno in su” ha quindi sottolineato il segretario del partito.

“Ricordiamo bene che chi guadagna 60 mila euro l’anno avrà mille euro in tasca in più ogni anno, non una tantum” ha poi aggiunto Fratoianni “e già allora noi dicevamo che il problema erano gli stipendi troppo bassi e che bisognava intervenire innanzitutto su quei milioni di lavoratori che guadagnano troppo poco. Fummo ignorati. Oggi i fatti ci danno ragione, ma la soluzione è garantire un paio di pieni o poco più di benzina”.

Il bonus 200 euro scontenta anche la Lega

Insoddisfatti della misura inserita nel decreto Aiuti che prevede l’erogazione del bonus una tantum da 200 euro anche i leghisti. “Non condivido la politica dei bonus una tantum” ha affermato infatti il senatore della Lega Armando Siri “negli ultimi anni abbiamo speso più di 180 miliardi per sostenere misure di stampo assistenziale”.

Secondo il senatore del Carroccio quei 180 miliardi sono “una cifra astronomica che se investita in riforme strutturali fiscali e del lavoro avrebbe avuto effetti positivi straordinari e duraturi”.

Il senatore ha poi sottolineato che il bonus 200 euro una tantum del decreto Aiuti “non tiene conto di palesi distorsioni, come quella che vede destinare 400 euro ad una famiglia in cui ci sono due percettori di reddito fino a 68 mila euro e negarli ad una famiglia monoreddito con 36 mila euro. Mi auguro che ci siano almeno per questo i margini per una correzione” conclude il senatore.

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