PCE core (dato core del Personal Consumption Expenditure)

Un laptop mostra un grafico

FONTE: Dipartimento del Commercio

PUBBLICAZIONE: Mensile, attorno alla quarta settimana di ogni mese, precedente, ore 8:30 ET (14:30 ora italiana). Si riferisce al mese precedente.

IMPORTANZA: Alta. Il PCE core è un dato macroeconomico decisamente importante, in quanto utilizzato dalla Federal Reserve (Fed) per monitorare l’inflazione e per orientarsi nelle sue scelte di politica monetaria. Si tratta di una tra le preferite misure d’inflazione della Fed, la quale ha fissato, anche se in modo non ufficiale, una “comfort zone” ovvero una fascia di tolleranza 1-2% per il deflatore dei consumi o PCE core. Il PCE core, tuttavia, viene diffuso successivamente ai prezzi al consumo (CPI, Consumer Price Index) e quindi la reazione del mercato alla diffusione del deflatore è piuttosto ridotta, poiché raramente si presentano delle sorprese.

DESCRIZIONE: Il PCE core, o deflatore ristretto, è un elemento molto importante del Personal Income and Outlays Report, ossia del rapporto sui redditi personali e sulle uscite, diffuso mensilmente dal Bureau of Economic Analysis (BEA) del Dipartimento del Commercio. Tale statistica è caratterizzata da sue sezioni, una relativa alle entrate personali e l’altra alle spese. All’interno del report viene calcolato anche il reddito personale, il reddito disponibile (reddito individuale al netto delle tasse), la spesa per consumi o PCE (Personal Consumption Expenditure) ed il tasso di risparmio personale (reddito personale – spesa per consumi).

Il PCE core a differenza del semplice PCE, non include i prezzi dell’energia e degli alimentari, che solitamente sono caratterizzati da un’elevata volatilità e che in un certo senso possono alterare il significato reale del deflatore. Gli operatori osservano soprattutto la rilevazione su base annua del deflatore core, in quanto è una misura dell’inflazione e serve per verificare se i prezzi al consumo rientrano nella fascia di tolleranza della Fed. La banca centrale statunitense, infatti, tollera una crescita dell’inflazione su base annuale tra l’1% ed il 2%, anche se non ufficialmente.

Si tratta dunque di un parametro guardato con molta attenzione dalla Federal Reserve per orientarsi nella sua strategia di politica monetaria, ai fini delle decisioni da adottare in materia di tassi d’interesse. Elevati livelli dei prezzi al consumo, infatti, inducono la Fed ad incrementare i tassi d’interesse per contenere l’inflazione.

Un PCE core più alto delle attese e della “comfort zone” determina generalmente una reazione negativa dei mercati, in quanto comporta dei timori sullo stato di salute dell’economia per gli elevati prezzi dei beni e servizi e sul futuro andamento dei tassi d’interesse. Il grafico sottostante indica i livelli annui del PCE core degli ultimi trent’anni. Vale la pena segnalare che negli ultimi sei anni il deflatore ristretto si è attestato attorno al 3%.

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