Investimenti materie prime, quotazioni ferro e acciaio ancora in crescita

I prezzi dei minerali ferrosi stanno registrando il terzo rally del 2017, con le quotazioni che sono state spinte nuovamente dalle richieste cinesi. Infatti, a partire da quest’inverno, la Cina ha pianificato tagli profondi destinati a limitare inquinamento dell’aria, con conseguente necessità di rivolgersi al mercato internazionale. Una produzione nazionale più bassa ha già contribuito a ridurre gli inventari di acciaio, aumentando la redditività delle acciaierie e la domanda di rifornimento di minerale di ferro di alta qualità in un periodo stagionalmente debole sull’approvvigionamento marittimo.

Ancora, a medio termine, i tagli alla produzione di acciaio previsti per l’inverno dovrebbero portare ad una minore domanda globale di minerali ferrosi per diversi mesi, e alcuni segnali stanno già indicando ampie forniture per la Cina.

Stando alle osservazioni dei principali alti funzionari dell’industria di settore, la differenza di prezzo tra il minerale di alta qualità (contenuto di minerale di ferro del 65%) e i minerali di bassa qualità rimarranno al di sopra della media storica poiché le acciaierie cinesi stanno spostando le loro preferenze verso minerali importati di qualità superiore, più efficienti e meno inquinanti.

Per quanto poi concerne le altre previsioni, relative tuttavia a metalli ben più preziosi come l’oro, anche nelle ultime ore si sono sovrapposte diverse osservazioni su quella che potrebbe essere l’evoluzione concreta dei prezzi del lingotto.

Per il momento sembra emergere, in tal senso, un cauto ottimismo sulla tenuta delle attuali quotazioni e un possibile rincaro nel corso del prossimo futuro a breve termine. Sembra in tal senso essere effettivamente possibile che i prezzi dell’oro possano riuscire ancora una volta a dimostrare la loro forte correlazione (inversa) nei confronti del dollaro statunitense e, di conseguenza, riuscire ad apprezzarsi nel momento in cui il dollaro USA inizierà a perdere terreno.

Spostando pertanto il focus sul momento in cui il livello di prezzi della valuta verde inizierà a cedere, è possibile che il 2018 possa gradualmente contraddistinguersi per un trend di apprezzamento da parte dell’euro, candidato a recuperare posizioni nei prossimi mesi, una volta che le policy della BCE si faranno sempre più orientate verso la normalizzazione e una volta che la situazione economica e dell’inflazione si farà ancora più rassicurante.

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