Fate attenzione alla Cina: nei mercati emergenti la crescita economica non sempre significa crescita del mercato azionario

CONDIVIDI
Bisogna fare una distinzione tra crescita economica e mercato azionario, poiché il primo non è un buon indicatore per il secondo, e viceversa. La storia ci dice che i Paesi con la crescita economica più elevata hanno realizzato i rendimenti azionari più bassi – un esito che sembra controintuitivo ma che poggia su due buone ragioni: in primo luogo, la crescita non sempre crea valore per gli azionisti e, in secondo luogo, gli investitori hanno l'abitudine di pagare più del dovuto per la crescita.

Crediamo fondamentalmente che sia la creazione di valore, ovvero i ritorni in eccesso al costo del capitale di una società, a trainarne la quotazione del titolo nel lungo termine. La creazione di valore ha un grande potere esplicativo, così come la corporate governance è di grande importanza a questo riguardo. Quest'ultima è davvero importante nei mercati emergenti, perché una migliore corporate governance porta ad una migliore performance operativa, che a sua volta genera una migliore performance delle azioni.

Partendo da questa considerazione, possiamo mettere in guardia gli investitori che tra i mercati emergenti guardano esclusivamente alla Cina. Questa economia ha realizzato una crescita spettacolare, ma gli standard di corporate governance sono spesso migliori in altri Paesi, come ad esempio il Brasile, dove la cultura azionaria è più avanzata e anche la qualità del management è di elevato livello, come nel resto del mondo. Possiamo fidarci di queste società e investire con forte convinzione sul fatto che creeranno valore per noi azionisti. In Cina, al contrario, manca spesso un orientamento verso gli azionisti, e questo ci mette in difficoltà nel trovare società valide per essere candidate all'investimento.

Il nostro approccio d'investimento ha volutamente una visione di lungo termine. Esiste un divario di base tra l'orizzonte temporale delle aziende (di lungo termine) e quello di molti investitori nei mercati emergenti (di breve termine). I mercati emergenti sono molto influenzati dalle congiunture di breve termine – una situazione che ha spesso come risultato il distacco del prezzo dei titoli dai fondamentali societari. Queste anomalie offrono eccellenti opportunità agli stock picker. Nel tempo i fondamentali societari battono il sentiment del mercato e crediamo che queste inefficienze possano essere sfruttate al meglio tramite un approccio strutturato di selezione bottom up. Comprendere i fondamentali e le valutazioni delle società è assolutamente essenziale.

La recente battuta d'arresto dei mercati azionari non ha modificato la nostra visione positiva sui mercati emergenti. Siamo investitori di lungo termine e restiamo fiduciosi che il cambiamento in atto nella cultura corporate porterà ad una più elevata redditività e ad una maggiore creazione di valore per gli azionisti. A nostro parere, il miglioramento della corporate governance è un tema pluri-decennale, che non sarà alterato dai movimenti di breve termine del mercato o dai capricci dei cicli economici.

Le quotazioni sono interessanti e crediamo che il potenziale di crescita non sia rispecchiato dal prezzo dei titoli. Osservando l'universo d'investimento, possiamo trovare numerose società con buoni modelli di business, un management disciplinato e quotazioni interessanti. Crediamo fortemente che una selezione bottom-up dei titoli sia il miglior modo per beneficiare delle inefficienze di mercato, e siamo sicuri che la pazienza degli investitori sarà premiata nel tempo.

M. Godfrey e M. Vaight, co-gestori del fondo M&G Global Emerging Markets ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Miglior Broker Consigliato

etoro
iqOption