Europa dell'Est: Male Mosca, record storici per Budapest e Varsavia

Tra le principali borse dell'Europa dell'Est solo Mosca ha chiuso oggi in ribasso.

L'indice RTS-Interfax a Mosca ha perso l'1,7% a 654,30 punti. Sul listino russo ha pesato ancora una volta la vicenda Yukos (US98849W1080). Il gigante del petrolio ha confermato la notizia riportata ieri dall'agenzia stampa Interfax: il fisco russo ha richiesto all'impresa nuove tasse arretrate per il 2002 per un volume totale di ben RUB 193 miliardi (circa €5,25 miliardi). Il management di Yukos non ha risposto alle domande dei giornalisti sul futuro dell'impresa. Gli analisti pensano che il Cremlino abbia dato un segnale ben preciso. Lo stato russo ha l'assoluta intenzione di riprendere il controllo su una parte del petrolio siberiano privatizzato fin troppo facilmente negli anni novanta. Le possibilità di manovra di Yukos dovrebbero essere ora esaurite. Yukos ha perso il 18% a $3,28. Leggero rialzo per LUKoil (US6778621044): +0,3%, male invece Surgutneftegas (US8688612048): -2,2%. Il BUX a Budapest ha guadagnato l'1,1% a 13351,30 punti e raggiunto un ennesimo record storico. In grande spolvero Pannonplast (HU0000010376): +15% a HUF 1265.

Il PX50 a Praga ha chiuso in rialzo del 2,1% a 936,60 punti. Record storico anche per il WIG a Varsavia. L'indice polacco ha guadagnato l'1,4% a 25781 punti. Sugli scudi i bancari. BRE Bank (PLBRE0000012) ha registrato un incremento di ben il 7,1%, Bank Pekao (ISIN: PLPEKAO00016) ha chiuso in rialzo del 3,1%.

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