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Le Borse dell'Europa dell'Est vanno a picco

Seduta estremamente negativa per tutte le principali Borse dell'Europa dell'Est. Su tutte le piazze finanziarie si è abbattuta oggi una vera pioggia di vendite. Gli investitori si sono ritirati in generale dai mercati emergenti a causa del calo del prezzo del petrolio e dei timori su un aumento dei tassi d'interesse negli USA. Gli operatori hanno parlato di forti vendite dall'estero. Molti investitori istituzionali avrebbero chiuso o ridotto sensibilmente le loro posizioni. L'indice RTS-Interfax ha perso a Mosca il 5,5% a 954,57 punti. I volumi di scambio sono stati altissimi. Il mercato azionario russo è stato particolarmente colpito dal calo del prezzo del petrolio. Sul listino hanno pesato anche le nuove perquisizioni degli uffici di Yukos (US98849W1080). Le autorità russe sospettano alcuni manager di Yukos di riciclaggio di denaro. Il titolo è crollato del 15,9%. Forti perdite per tutte le principali blue chips russe. LUKoil (US6778621044) ha perso il 5,8%, Surgutneftegas (US8688612048) il 7,3% e Norilsk Nickel (US46626D1081) il 6,3%. Gazprom (US3682872078) a San Pietroburgo ha chiuso in ribasso del 5,8% a RUB 138,60. Il BUX a Budapest ha perso il 3,1% a 22487,89 punti. Magyar Telekom (HU0000016522) ha perso il 6,1%, Gedeon Richter (HU0000067624) il 4,6% e MOL (HU0000068952) il 3,4%.

Il PX50 a Praga ha chiuso in ribasso del 4,4% a 1406,60 punti. Unipetrol (CZ0009091500) ha perso il 7,5% a CZK 223,60. Il WIG a Varsavia ha perso il 3% a 32700,55 punti.




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