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Gli orsi continuano ad imperversare sulle Borse dell'Europa dell'Est

Ancora una seduta molto negativa per le principali Borse dell'Europa dell'Est. Su tutte le piazze finanziarie sono state registrate delle forti vendite dall'estero. Gli operatori hanno indicato i timori relativi ad un aumento dei tassi d'interesse negli USA. Molti investitori si starebbero ritirando dai mercati emergenti in generale. L'ulteriore calo dei prezzi di molte materie prime ha favorito anche oggi il trend ribassista. L'indice RTS-Interfax a Mosca ha perso il 2,6% a 911,17 punti. I volumi di scambio sono stati anche oggi molto alti. LUKoil (US6778621044) ha perso il 2,1%, Surgutneftegas (US8688612048) il 4,2% e Norilsk Nickel (US46626D1081) il 2,1%. Gazprom (US3682872078) a San Pietroburgo ha chiuso in ribasso del 2,6% a RUB 136,40. Il BUX a Budapest ha perso il 3,1% a 20405,96 punti. I volumi di scambio sono stati molto alti. Secondo gli operatori la fase di consolidamento potrebbe durare perciò a lungo. Orszagos Takar Bank (HU0000061726) ha perso il 5,3% a HUF 7250.

Il PX50 a Praga ha chiuso in ribasso del 2,4% a 1327,30 punti. Anche oggi Unipetrol (CZ0009091500) ha registrato un forte calo: -6,1% a CZK 197,65. Più moderate le perdite per il WIG a Varsavia: -0,6% 31599,89. Ancora male Bank Pekao (PLPEKAO00016): -3,1% a KPN 159,40.




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