Le Borse dell'Europa dell'Est chiudono in forte ribasso

Le principali Borse dell'Europa dell'Est hanno chiuso oggi in forte ribasso. Sui listini ha pesato la negativa apertura di Wall Street e il calo del prezzo del petrolio.

L'indice RTS-Interfax a Mosca ha perso il 4,2% a 1453,44 punti. I volumi sono stati poco al di sopra della media. Hanno sofferto in particolare i titoli che durante le precedenti sedute avevano messo a segno i più forti guadagni. Tra i petroliferi LUKoil (RU0009024277) ha perso il 6,5% e Surgutneftegas (RU0006936028) il 6,4%. Male anche tutte le altre blue chips. EESR Rossii (RU0008959655) ha perso l'8%, Rostelekom (RU0008943394) il 7,9%, Norilsk Nickel (RU0007288411) il 3,5% e Sberbank (RU0009029540) il 3,4%. Gazprom (RU0007661625) a San Pietroburgo ha chiuso in ribasso del 2,7% a RUB 219.

Dopo tre sedute positive ed aver raggiunto ieri un nuovo record storico il BUX a Budapest ha perso oggi il 3,6% a 23219,99 punti. Tutte le principali blue chips ungheresi sono state oggetto di prese di beneficio. MOL (HU0000068952) ha perso il 4,5%, Orszagos Takar Bank (HU0000061726) il 4,1% e Magyar Telekom (HU0000016522) il 3,9%.

Il PX50 a Praga ha chiuso in ribasso del 2,3% a 1547,50 punti. Ceske Energeticke Zavody (CZ0005112300) ha perso il 3,9% a CZK 829. La principale impresa ceca delle utilities ha presentato oggi dei risultati di bilancio che non hanno potuto soddisfare le attese degli investitori.

Il WIG a Varsavia ha perso il 3% a 38854,37 punti. Sul listino ha pesato il crollo di PKN Orlen (PLPKN0000018). La principale impresa petrolchimica polacca ha comunicato dei dati di bilancio al di sotto delle previsioni degli analisti. Il titolo ha chiuso in ribasso dell'8,9%.

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