Le Borse dell'Europa dell'Est restano nelle mani degli orsi

Tutte le principali Borse dell'Europa dell'Est hanno chiuso oggi in forte ribasso.

L'indice RTS-Interfax ha perso a Mosca il 4,9% a 1361,12 punti. I volumi di scambio sono ulteriormente calati e sono stati bassi. Tutti i titoli di maggior peso sono stati colpiti da una pioggia di vendite. LUKoil (RU0009024277) ha perso il 5,4%, Surgutneftegas (RU0006936028) il 5,9%, Norilsk Nickel (RU0007288411) il 3,4%, EESR Rossii (RU0008959655) il 6,7%, Sberbank (RU0009029540) l'1,8% e Gazprom (RU0007661625) il 7,6%.

Il BUX a Budapest ha chiuso in ribasso del 2,4% a 20355,50 punti. MOL (HU0000068952) e OTP Bank (HU0000061726) hanno perso rispettivamente il 3,1% e il 5%. Magyar Telekom (HU0000016522) ha potuto invece chiudere in rialzo. Il titolo della principale impresa ungherese delle telecomunicazioni ha guadagnato il 2,4% a HUF 888.

Il PX a Praga ha perso il 3,9% a 1249,50 punti. Eccetto Philip Morris (CZ0008418869) che ha chiuso stabile tutte le blue chips hanno registraro delle forti perdite. Ceske Energeticke Zavody (CZ0005112300) ha perso il 5,7%, Cesky Telecom (CZ0009093209) il 5,5% e Unipetrol (CZ0009091500) il 6,3%.

Il WIG a Varsavia ha chiuso in ribasso del 2,4% a 39259,10 punti. Male in particolare PKN Orlen (PLPKN0000018) e KGHM Polska Miedz (PLKGHM000017) che hanno perso rispettivamente il 3,6% e il 7%. Tra i venti titoli principali solo Bioton (PLBIOTN00029) e BZW Bank (PLBZ00000044) hanno potuto chiudere in rialzo. Il titolo dell'impresa biofarmaceutica ha guadagnato il 3,6%, quello della grande banca polacca lo 0,8%.

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