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Le Borse dell'Europa dell'Est restano nelle mani degli orsi

Le Borse dell'Europa dell'Est hanno chiuso oggi per la terza seduta di fila in ribasso. Sul sentiment degli investitori hanno continuato a pesare la crisi politica in Ungheria ed in Polonia e la debolezza del prezzo del petrolio.

L'indice RTS-Interfax ha perso a Mosca l'1,9% a 1.504,90 punti. I volumi di scambio sono aumentati sensibilmente rispetto a ieri e sono stati nella media. Tutte le blue chips legate alle materie prime hanno registrato ancora delle forti perdite. LUKoil (RU0009024277) ha perso il 3,3%, Surgutneftegas (RU0006936028) il 2,3%, Norilsk Nickel (RU0007288411) il 3,3% e Gazprom (RU0007661625) il 3,1%. Lieve calo invece per Sberbank (RU0009029540): -0,2% a $2.110.

Il BUX a Budapest ha perso l'1,9% a 21.355,07 punti. Male tutti i titoli principali. OTP Bank (HU0000061726) ha perso il 2,1%, MOL (HU0000068952) il 2,5%, Gedeon Richter (HU0000067624) l'1,8% e Magyar Telekom (HU0000016522) l'1,1%.

Il PX a Praga ha registrato un calo del 2,5% a 1.396,10 punti. Anche sulla piazza finanziaria ceca tutti i titoli di maggior peso hanno chiuso con dei forti ribassi. Telefónica O2 C.R. (CZ0009093209) ha perso il 3,1%, Ceske Energeticke Zavody (CZ0005112300) il 3,5% e Komercni Banka (CZ0008019106) il 2,7%.

Il WIG a Varsavia ha chiuso in ribasso dello 0,7% a 43.772,07 punti. Tra le blue chips la peggiore è stata Telekomunikacja Polska (PLTLKPL00017): -2,4% a KPN 20. PKN Orlen (PLPKN0000018) ha chiuso stabile, KGHM Polska Miedz (PLKGHM000017) ha perso l'1%.




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