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Il ciclone Chavez si abbatte sulle Borse dell'America Latina

Seduta da dimenticare per le Borse dell'America Latina. Il Presidente venezuelano Hugo Chavez ha annunciato ieri di voler nazionalizzare il settore delle telecomunicazioni e quello delle utilities del suo paese nell'ambito di una "rivoluzione socialista". Chavez, che dovrebbe comunicare i dettagli dei suoi piani domani, ha rinnovato ieri anche i suoi attacchi contro le società straniere in generale. La notizia ha fatto crollare la Borsa di Caracas. L'indice IBC ha chiuso in ribasso del 18,7% a 50.438,71 punti. Il titolo di Electricidad de Caracas (VEV000081001), la principale impresa venezuelana delle utilities, è stato sospeso dalle contrattazioni. C.A Nacional Telefonos de Venezuela (VEV0008810D7) ha perso il 30,3% a VEB 6.820. Electricidad de Caracas è controllata dal gigante americano dell'energia elettrica AES (US00130H1059) mentre la maggiore impresa venezuelana delle telecomunicazioni è partecipata al 28,5% da Verizon Communications (US92343V1044). Gli Stati Uniti hanno criticato aspramente i piani di Chavez e lo stesso Presidente George W. Bush ha richiesto che le imprese americane siano "adeguatamente risarcite''. Il crollo della Borsa di Caracas pesa su tutti i listini della regione. Il MerVal a Buenos Aires perde il 2,8%, il Bovespa a Sao Paolo il 2%, l'IPC a Città del Messico l'1,8% mentre l'IGBC a Bogotà ha già chiuso la seduta in ribasso del 4,8% a 10.203,39 punti.




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