Le Borse dell'Europa dell'Est vanno a picco

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Le principali Borse dell'Europa dell'Est hanno chiuso oggi in forte ribasso. Lo choc causato dal crollo delle Borse cinesi ha pesato logicamente in particolar modo sui mercati azionari di tutti gli altri paesi emergenti.

L'indice RTS-Interfax ha perso a Mosca il 3,3% a 1906,08 punti. I volumi di scambio hanno continuato a salire e sono stati molto alti. Tutte le blue chips russe hanno registrato delle sensibili perdite. LUKoil (RU0009024277) ha perso il 3,1%, Surgutneftegas (RU0006936028) il 4,4%, Rosneft (RU000A0J2Q06) il 2,9%, Gazprom (RU0007661625) il 2,8%, EESR Rossii (RU0008959655) il 4,8%, Norilsk Nickel (RU0007288411) il 4,7% e Sberbank (RU0009029540) il 3,4%.

Il BUX a Budapest ha chiuso in ribasso del 2,4% a 23.624,16 punti. Anche sulla piazza finanzaria ungherese sono piovuti oggi gli ordini di vendita. Tra i titoli di maggior peso OTP Bank (HU0000061726) ha perso il 3,4%, MOL (HU0000068952) il 2,1% e Magyar Telekom (HU0000016522) il 2,8%.

Il PX a Praga ha perso il 4,1% a 1.635,80 punti. Tutte le blue chips ceche sono crollate. La "migliore" è stata Telefónica O2 C.R. (CZ0009093209) che ha perso solo il 2%.

Il WIG a Varsavia ha perso il 4,4% a 52.906,36 punti. Tra i venti titoli di maggior peso solo Grupa Kety (PLKETY000011) ha potuto chiudere in rialzo. I titoli peggiori sono stati KGHM Polska Miedz (PLKGHM000017) e Bioton (PLBIOTN00029) che hanno perso rispettivamente il 7,5% ed il 7,8%.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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