Borse dell'America Latina: Solo Caracas si salva dalla carneficina

San Paolo ha perso il 10,2%, Buenos Aires il 10,1%, Città del Messico il 7% e Lima il 9,4%.

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Eccetto Caracas tutte le borse dell'America Latina sono state sommerse oggi da un'ondata di vendite.
Il Bovespa a San Paolo ha perso il 10,2% a 35.069,73 punti. Le contrattazioni sono state sospese per mezzora durante il corso della seduta per eccesso di ribasso. Sul sentiment degli investitori hanno pesato oggi il forte calo dei prezzi delle commodities, i timori relativi alle prospettive dell'economia e la situazione in Argentina. Tra i bancari Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) ha perso il 15,3%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) l'11,5%, Itau (BRITAUACNPR3) il 12,1% e Unibanco (BRUBBRCDAM14) il 13,7%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha chiuso in calo del 7,2%. Il prezzo del petrolio ha chiuso oggi al NYMEX in ribasso del 7,5%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso l'8,7%. Il prezzo del rame è crollato oggi a New York di più del 7%. Tra i titoli dei produttori d'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha chiuso in ribasso del 12,2%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) del 10,4% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) dell'11,5%.
Il Merval a Buenos Aires ha perso oggi un ulteriore 10,1% e chiuso a 940,82 punti. Il piano del Governo argentino di nazionalizzare i fondi pensione privati ha scatenato anche oggi un'eccezionale ondata di vendite. Il mercato teme che la proposta sia un atto disperato e che l'Argentina rischi un nuovo default. Tenaris (LU0156801721) ha perso il 12,8%, Pampa Holding (ARP432631215) il 6,7%, Banco Francés (ARP125991090) il 6,9%, Telecom Argentina (ARP9028N1016) il 25,1% e Aluar (ARALUA010258) il 13,9%.
Tra gli altri listini del continente sudamericano l'IPC a Città del Messico ha perso il 7%, l'IPSA a Santiago del Cile il 5,9%, il General a Lima il 9,4% e l'IGBC a Bogotà il 4,9%. L'IBVC a Caracas ha guadagnato lo 0,8%.

Hodly
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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