Borse America Latina: Sale solo Santiago del Cile, crolla Lima

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso lo 0,9% a 67.192,80 punti. Gli economisti hanno alzato le loro stime sull'inflazione in Brasile nel 2011. Gli investitori temono di conseguenza che la Banca Centrale brasiliana possa prendere delle ulteriori misure per frenare la domanda domestica. Tra i bancari Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) ha perso lo 0,6%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) lo 0,5% e Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) lo 0,1%. Nel settore immobiliare Cyrela (BRCYREACNOR7) ha chiuso in ribasso dell'1%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) del 2,1%, PDG Realty (BRPDGRACNOR8) dell'1,4% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) dell'1,9%.
Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso l'1%. Il prezzo del petrolio ha perso ieri a New York l'1,4%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso lo 0,9%. Il prezzo del rame ha chiuso ieri a New York in ribasso dell'1,6%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dello 0,1% a 36.767,90 punti. Tra le blue chips messicane Banorte (MXP370711014) ha perso l'1,8% e Grupo Mexico (MXP370841019) l'1%. América Móvil (MXP001691213) ha guadagnato lo 0,2%, Cemex (MXP225611567) lo 0,4% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) l'1%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso l'1,1%, il General a Lima il 5,2% e il Colcap a Bogotà lo 0,4%. Sulla Borsa di Lima ha pesato la crescente incertezza relativa alle prossime elezioni presidenziali che si terranno il 10 aprile. L'IPSA a Santiago del Cile ha guadagnato lo 0,1%, l'IBVC a Caracas ha chiuso di nuovo invariato.

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