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Borse America Latina: San Paolo affonda, ancora bene Città del Messico

Le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri contrastate.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,8% a 69.632,50 punti. Gli economisti hanno alzato le loro stime sull'inflazione in Brasile e prevedono ora che la Banca Centrale brasiliana alzerà i suoi tassi d'interesse fino alla fine del prossimo anno al 12%. La notizia ha fatto andare a picco i titoli dei settori che dipendono in particolar modo dal costo del denaro. Tra i titoli delle imprese immobiliari Cyrela (BRCYREACNOR7) ha perso il 3,7%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) il 3,9% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) il 4,2%. Tra i titoli delle imprese retail Lojas Americanas (BRLAMEACNPR6) ha chiuso in ribasso del 2,4% e Lojas Renner (BRLRENACNOR1) dell'1,3%.
Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso il 2,5%. Il prezzo del petrolio ha perso ieri a New York lo 0,3%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso lo 0,5%. Il prezzo del rame ha chiuso ieri a New York in ribasso di più del 2%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in rialzo dello 0,3% a 36.710,50 punti. Per il listino messicano si è trattato di un nuovo record storico. Tra i titoli principali dell'IPC Cemex (MXP225611567) ha guadagnato lo 0,1% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) l'1,6%. América Móvil (MXP001691213) e Grupo Mexico (MXP370841019) hanno perso rispettivamente lo 0,2% e lo 0,1%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il General a Lima ha guadagnato lo 0,2% e l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,5%. Il Colcap a Bogotà ha perso lo 0,2%, l'IBVC a Caracas ha chiuso invariato. La Borsa di Buenos Aires è rimasta ieri ferma.




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