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Borse America Latina: San Paolo chiude piatta, scende Città del Messico

Le borse dell'America Latina hanno chiuso anche ieri contrastate.

Il Bovespa a San Paolo ha perso meno dello 0,1% a 64.810,62 punti. I nuovi timori legati allo stato di salute del settore bancario europeo hanno penalizzato anche i titoli bancari brasiliani. Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) ha perso lo 0,9% e Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) lo 0,4%. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha chiuso in calo dell'1%. Il prezzo del petrolio ha perso ieri a New York l'1%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso lo 0,7%. Le quotazioni dei metalli di base sono scesi ieri sia a Londra che a New York. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) e Usiminas (BRUSIMACNPA6) hanno guadagnato lo 0,9%. Il mercato continua a speculare sul fatto che una possibile rivalutazione dello yuan condurrà ad un aumento delle importazioni di acciaio brasiliano da parte della Cina. Nel settore retail Lojas Americanas (BRLAMEACNPR6) ha chiuso in rialzo dell'1,2% e Lojas Renner (BRLRENACNOR1) del 4%. Il Brasile ha creato a maggio 298.000 posti di lavoro. Gli economisti avevano atteso la creazione di 250.000 posti di lavoro.

L'IPC a Città del Messico ha perso l'1,3% a 32.470,70 punti. Cemex (MXP225611567) ha chiuso in calo del 2,3%. Le vendite di case esistenti sono a sorpresa calate a maggio negli USA. Il mercato statunitense ha un'elevata importanza per Cemex, il terzo produttore al mondo di cemento. Tra le altre blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso l'1,1%, Grupo Mexico (MXP370841019) lo 0,7% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) lo 0,5%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha guadagnato lo 0,4%, l'IBVC a Caracas lo 0,1% e il Colcap a Bogotà lo 0,1%. L'IPSA a Santiago del Cile e General a Lima hanno perso rispettivamente l'1% e lo 0,6%.
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