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Borse dell'America Latina: Sale solo Santiago del Cile

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso lo 0,2% a 67.005,20 punti. Anche sul mercato azionario brasiliano ha pesato l'emergenza nucleare in Giappone. Vale (BRVALEACNPA3) ha chiuso in ribasso dell'1,7%. Il Giappone è un mercato chiave per il primo produttore al mondo di minerale di ferro. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso lo 0,9%. Il prezzo del petrolio ha chiuso ieri a New York in ribasso del 4%. Ancora bene il settore della siderurgia. Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha guadagnato lo 0,4% e Gerdau (BRGGBRACNPR8) l'1,7%. I produttori brasiliani d'acciaio dovrebbero beneficiare delle difficoltà dei loro rivali giapponesi. Il sisma che ha colpito il Paese del Sol Levante ha infatti danneggiato anche alcune acciaierie. Fibria Celulose (BRFIBRACNOR9) ha guadagnato il 5,5%. Il maggior fabbricante di cellulosa del mondo ha annunciato che aumenterà i suoi prezzi a partire da aprile.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dello 0,5% a 36.012,20 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso l'1,1% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) l'1,3%. Cemex (MXP225611567) ha guadagnato lo 0,3%, Grupo Mexico (MXP370841019) ha chiuso invariato.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso il 2,8%, il Colcap a Bogotà il 2,4% e il General a Lima 2,2%. L'IPSA a Santiago del Cile ha guadagnato lo 0,9%, l'IBVC a Caracas ha chiuso di nuovo invariato.




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