Borse dell'America Latina: San Paolo -1,4%, Città del Messico -1,3%

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La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,4% a 55.298,30 punti. Gli economisti prevedono che l'inflazione supererà nel 2011, per la prima volta da otto anni, il tetto massimo del target fissato dalla Banca Centrale del Brasile. La notizia ha penalizzato soprattutto i settori che dipendono in particolar modo dalla domanda domestica. Nel settore immobiliare Cyrela (BRCYREACNOR7) ha chiuso in ribasso del 3,7%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) del 13%, PDG Realty (BRPDGRACNOR8) del 3,1% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) del 5,1%. Nel settore retail Lojas Americanas (BRLAMEACNPR6) ha perso il 4,5% e Lojas Renner (BRLRENACNOR1) l'1,2%.
Tra i petroliferi Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso lo 0,9% nonostante il prezzo del petrolio abbia registrato ieri una ripresa a New York. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso l'1,8%. I prezzi dei metalli di base sono scesi ieri sia a Londra che a New York.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,3% a 35.587,80 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso il 2,4%, Banorte (MXP370711014) il 3,7%, Cemex (MXP225611567) il 4% e Grupo Mexico (MXP370841019) lo 0,9%. Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) ha guadagnato lo 0,8%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso l'1,4%, il Colcap a Bogotà lo 0,7% e il General a Lima l'1,4%. L'IPSA a Santiago del Cile e l'IBVC a Caracas hanno chiuso invariati.
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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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