Borse dell'America Latina: San Paolo -1,7%, Città del Messico -1,2%

Quasi tutte le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,7% a 57.322,80 punti. La produzione industriale è calata a settembre in Brasile del 2%. Si è trattato del più forte calo da aprile. Anche sulla Borsa di San Paolo hanno pesato inoltre i timori legati alla Grecia. Tra i bancari Banco do Brasil (BRBBASACNOR3) ha perso lo 0,4%, Banco Bradesco (BRBBDCACNPR8) l'1% e Itau Unibanco (BRITAUACNPR3) l'1,8%. Nel settore immobiliare Cyrela (BRCYREACNOR7) ha chiuso in ribasso del 4,7%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) del 5%, PDG Realty (BRPDGRACNOR8) del 3,3% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) del 4,6%. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso l'1,6%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 21,% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 2,5%.
Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) e Vale (BRVALEACNPA3), i due titoli di maggior peso del Bovespa, hanno perso rispettivamente lo 0,9% e l'1%.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,2% a 35.742,60 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso l'1,3%, Banorte (MXP370711014) il 3,4%, Cemex (MXP225611567) il 4,3%, Grupo Mexico (MXP370841019) l'1,8% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) il 2,1%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso il 4,9% e il Colcap a Bogotà l'1,5%. L'IBVC a Caracas ha chiuso invariato. Le borse di Lima e Santiago del Cile sono rimaste ieri ferme.

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