Borse dell'America Latina: San Paolo -1,9%, Città del Messico -1,8%

Quasi tutte le borse dell'America Latina hanno chiuso ieri in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso l'1,9% a 65.415,50 punti. La Cina, il principale partner commerciale del Brasile, ha alzato il coefficiente delle riserve obbligatorie delle sue banche di altri 50 punti base. Sulla Borsa di San Paolo ha pesato inoltre la decisione di Standard & Poor's di tagliare l'outlook degli USA. I titoli dei produttori di materie prime sono andati a picco. Nel settore dell'acciaio Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso lo 0,8%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 3,3% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 2,7%. OGX Petroleo & Gas (BROGXPACNOR3) è crollato del 17,3%. L'impresa petrolifera ha pubblicato un rapporto sulle sue riserve che ha deluso chiaramente le attese degli investitori. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha perso il 3,9. Il prezzo del petrolio ha chiuso ieri a New York in ribasso del 2,3%. Vale (BRVALEACNPA3) ha perso l'1%. Il prezzo del rame è sceso ieri per il sesto giorno di fila.

L'IPC a Città del Messico ha chiuso in ribasso dell'1,8% a 36.332,10 punti. Tra le blue chips messicane América Móvil (MXP001691213) ha perso l'1,9%, Banorte (MXP370711014) l'1,5%, Cemex (MXP225611567) il 3,2%, Grupo Mexico (MXP370841019) il 5% e Wal-Mart de Mexico (MXP810081010) lo 0,6%.

Tra gli altri listini del continente sudamericano il Merval a Buenos Aires ha perso il 2,4%, l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,6%, il General a Lima il 2,7% e il Colcap a Bogotà l'1%. L'IBVC a Caracas ha chiuso invariato.

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