Borse dell'America Latina: San Paolo -2,1%, Città del Messico +0,1%

Borse dell'America Latina: San Paolo -2,1%, Città del Messico +0,1%

La maggior parte delle borse dell'America Latina ha chiuso in ribasso.

Il Bovespa a San Paolo ha perso il 2,1% a 54.194,79 punti. Secondo quanto riporta l'agenzia stampa "Xinhua" la Cina, il principale partner commerciale del Brasile, non allenterà le restrizioni per il suo mercato immobiliare. Anche sulla Borsa di San Paolo hanno pesato inoltre i crescenti timori relativi alla situazione della Spagna. Il settore immobiliare, che aveva brillato in particolar modo durante le scorse sedute, ha guidato la lista dei ribassi. Cyrela (BRCYREACNOR7) ha perso il 4,6%, Gafisa (BRGFSAACNOR3) il 7,3%, PDG Realty (BRPDGRACNOR8) il 2,6% e Rossi Residencial (BRRSIDACNOR8) il 4,7%. Forti vendite anche sul settore dell'acciaio. Companhia Siderúrgica Nacional (BRCSNAACNOR6) ha perso il 4,3%, Gerdau (BRGGBRACNPR8) il 2,9% e Usiminas (BRUSIMACNPA6) il 3,3%.
TIM Participacoes (BRTCSLACNPR7) ha perso un ulteriore 1%. L'autorità brasiliana di vigilanza sulle telecomunicazioni ha imposto all'operatore di telefonia mobile di interrompere la vendita di nuovi contratti in 19 Stati a causa della scarsa qualità dei servizi. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) e Vale (BRVALEACNPA3), i due titoli di maggior peso del Bovespa, hanno perso rispettivamente il 2,2% e l'1,8%.

Tra gli altri indici del continente sudamericano l'IPC a Città del Messico ha guadagnato lo 0,1% e l'IBVC a Caracas lo 0,4%. Il Merval a Buenos Aires ha perso l'1,7%, il General a Lima lo 0,5% e l'IPSA a Santiago del Cile lo 0,2%. La Borsa di Bogotà è rimasta ferma.

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